A FUKUSHIMA SI CERCA DI OTTENERE IL MIRACOLO

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Operazione delicata e rischiosa ma resta comunque un piccolo miracolo di ingegneria umana. Sono infatti appena iniziate le operazioni della rimozione di combustibile radioattivo dall’impianto nucleare di Fukushima, teatro del più grande incidente nucleare mai avvenuto durante la storia dell’umanità.

Chernobyl, secondo i dati della scala INES, è considerato della stessa gravità. Serviranno, ritornando a quanto avviene in Giappone, almeno due giorni per rimuovere la prima delle 1500 barre presenti all’interno del nocciolo del reattore. I tubi, lunghi quattro metri, contengono pellet di uranio, materiale delicato e che potrebbe risultare danneggiato. Nell’operazione verranno usate due apposite gru, realizzate appositamente, e che avranno come scopo quello di trasferirli in una nuova piscina di raffreddamento. La piscina è elemento essenziale nel lungo processo di trattamento del combustibile. L’intera operazione, necessaria per la sicurezza dell’impianto, è stata preceduta da mesi di lavori e pianificazione. Questa è stata gestita dalla Tepco con il controllo governativo.
Il responsabile dell’impianto, Akira Ono, ha rassicurato tutti in merito all’operazione e ha sostenuto che la Tepco è capace di gestire la situazione. Salta nella memoria il ricordo dei tecnici contaminati o ancor peggio quello dei liquidatori di Chernobyl. Secondo quanto affermato, gli operatori svolgeranno il lavoro sotto una pesante protezione integrale dalla radioattività.

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