GIORNALISMO E TESSERA: IN ARRIVO LE QUALIFICHE EUROPEE

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NOTA SULLA DIRETTIVA EUROPEA 2005/36/CE SUL RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE PROFESSIONALI – Modifiche apportate il 12 giugno 2013. L’accordo siglato tra il Parlamento e la Commissione Europea che già nel dicembre 2011 aveva proposto una revisione della normativa vigente in materia di qualifiche professionali (cfr. IP/11/1562 e MEMO/11/923), costituisce un momento fondamentale nel percorso intrapreso volto alla creazione di un sistema più efficiente per il riconoscimento delle qualifiche professionali, che contribuirà non solo ad affrontare la carenza di manodopera in Europa, ma rappresenterà uno dei cardini fondamentali del progetto di più ampio raggio e lungo periodo nella prospettiva di garanzia di tutti i lavoratori altamente qualificati, in particolare i giovani.

L’Adepp, ha sempre seguito con attenzione l’iter della modifica della direttiva sulle qualifiche professionali, ed è quindi opportuno condividere ed analizzare il contenuto del MEMO/13/552 recante le novità principali previste nella modifica della direttiva, ed in particolare due misure che senza dubbio incoraggeranno e semplificheranno la mobilità dei professionisti.

In primo luogo, la tessera professionale europea – un certificato elettronico – che migliorerà notevolmente le procedure per il riconoscimento delle qualifiche, poiché sostituirà le procedure di dichiarazione esistenti consentendo quindi ai professionisti di fornire i propri servizi senza altre formalità riguardanti le loro qualifiche. Nel caso di stabilimento temporaneo in un altro Paese membro, la “Professional Card”(introdotta per le professioni che vorranno beneficiare di questo strumento, e già infermieri e tecnici hanno manifestato il loro interesse) permetterà la riduzione dei tempi, dei termini e delle condizioni e il principio di riconoscimento tacito offrirà ai professionisti la certezza che le loro qualifiche saranno riconosciute entro un termine ragionevole.

La seconda innovazione introdotta, riguarda i nuovi meccanismi per il riconoscimento automatico che potrà avvenire sulla base di quadri omogenei e prove di formazione comuni, prevedendo inoltre, per le professioni per cui esiste un sistema di riconoscimento automatico (medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari e architetti), un aggiornamento costante delle condizioni di formazione, tra cui una maggiore trasparenza in materia di formazione continua.

La Direttiva quindi, non solo renderà la mobilità più facile e veloce, ma contestualmente verranno poste garanzie più stringenti in materia di salute e sicurezza dei consumatori/utenti e dei pazienti, poiché all’interno del testo modificato è contenuta la previsione dell’implementazione di un meccanismo di allerta, chiarendo altresì le norme relative alle competenze linguistiche dei professionisti.

Per fornire un quadro completo, è necessario sintetizzare, schematizzandole, le 10 misure principali contenute nella Direttiva aggiornata:

1) La Tessera Professionale Europea che, come già ricordato, permetterà ai professionisti interessati ed in base alle loro esigenze, di poter vedere riconosciute le loro qualifiche in modo più facile e veloce, facilitando la mobilità temporanea. La scheda, sottoforma di certificato elettronico, è inoltre associata ad una procedura di riconoscimento ottimizzato nell’ambito del Sistema d’informazione del mercato interno (IMI).

2) Un migliore accesso alle informazioni ed ai servizi di e-government, infatti gli Stati membri dovranno mettere a disposizione tutte le informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche (in particolare, l’elenco delle autorità competenti e dei documenti richiesti) attraverso gli sportelli unici già creati a seguito del recepimento della direttiva sui servizi, ed attualmente in funzione, ed i punti di contatto nazionali esistenti verranno trasformati in centri di assistenza, incaricati di fornire consulenza e assistenza su singoli casi. Inoltre, i professionisti avranno anche la possibilità di completare le procedure di riconoscimento on-line senza ulteriori intermediari.

3) Modernizzazione ed armonizzazione dei requisiti minimi di formazione per le professioni che beneficiano del riconoscimento automatico (medici, infermieri, ostetriche, dentisti, farmacisti, veterinari e architetti). Le modifiche riguardano l’accesso(per infermieri e ostetriche), la durata minima della formazione (per medici, dentisti, ostetriche, architetti) e / o l’elenco delle conoscenze e competenze (per gli infermieri, ostetriche, veterinari, architetti) o l’elenco delle attività (per i farmacisti).

4) L’istituzione di un meccanismo di allerta, a seguito dell’introduzione dell’obbligo per le autorità competenti di uno Stato membro, di informare le medesime autorità competenti di tutti gli altri Stati membri se ad un determinato professionista è stato imposto il divieto, anche temporaneo, di esercitare la sua attività o, in caso di presentazione ed utilizzo di documenti falsificati. Anche questo scambio di informazioni avverrà attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI). Tale obbligo di informazione riguarderà i professionisti che esercitano attività connesse alla salute ed all’istruzione, e come è facilmente intuibile la misura è volta a tutelare la sicurezza del paziente, dell’utente, del consumatore, soprattutto in caso di minori.

5) Principi di formazione comuni, ovvero “quadri comuni di formazione” e “prove di formazione comuni”, basate su un insieme comune di conoscenze, abilità e competenze necessarie per esercitare una professione. Le qualifiche così ottenute saranno automaticamente riconosciute negli altri Stati membri che comunque, in condizioni particolari ed in casi specifici, potranno essere esentati dall’applicazione dei quadri o delle prove comuni di formazione.

6) Esercizio di valutazione reciproca delle professioni regolamentate per garantire una maggiore trasparenza. Gli Stati membri dovranno fornire un elenco delle professioni regolamentate all’interno del proprio territorio e le connesse attività riservate, giustificando la ratio posta a fondamento della necessità di regolamentare una determinata professione.

7) Norme in materia di accesso parziale ad una professione regolamentata, principio sancito da una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-330/03) ed ora introdotto nella direttiva modificata. La norma si rivolge ai professionisti che, nel proprio Stato di appartenenza, svolgono una vera e propria attività economica che però non esiste, di per sé, nello Stato membro in cui intendono trasferirsi, in cui quella stessa attività economica è riconducibile ad una professione che raggruppa tutta una serie di attività. Per esempio, un ingegnere idraulico che si reca in uno Stato membro in cui le sue attività professionali sono eseguite da tecnici qualificati, ottenendo l’accesso parziale alla professione lì, potrebbe essere autorizzato ad eseguire solamente l’attività di idraulico e non anche quella di ingegnere. Va però sottolineato che tuttavia, gli Stati membri, in virtù di un giustificato motivo imperativo di interesse generale, possono rifiutare la concessione dell’ accesso parziale.

8) Estendere il campo di applicazione della direttiva ai professionisti che non sono pienamente qualificati, ovvero i professionisti in possesso di un diploma, che però devono ancora completare un tirocinio professionalizzante o abilitante o un’esperienza professionale (obbligatoria secondo la legge di alcuni Stati membri, ad esempio per gli avvocati, architetti e docenti) che potrà comunque essere svolta in un altro Stato membro, anche se sullo Stato di origine graverà l’obbligo di prevedere le regole per l’organizzazione ed il riconoscimento dei tirocini professionali svolti all’estero.

9) Chiarita la portata della direttiva per i notai, poiché la direttiva non dovrebbe applicarsi ai notai nominati con atto ufficiale della pubblica amministrazione.

10) Norme in materia di competenze linguistiche, la verifica delle quali dovrà avvenire solo successivamente al riconoscimento della qualifica da parte dello Stato membro ospitante. Unica eccezione nel caso di professionisti che esercitano attività connesse alla salute, sempre al fine di salvaguardare i pazienti.

In sintesi, queste le principali novità, frutto di una costante opera di concertazione e di un negoziato permanente tra tutti gli Stati membri che si sono fatti portavoce delle istanze e delle esigenze dei professionisti ma sempre nell’ottica di una maggiore e reale integrazione europea.

Tessera Professionale Europea Stampa Qui l’Allegato

FONTE: INPGI

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