Giulio Terzi: “La Siria è un paese distrutto”

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Giulio Terzi, Ambasciatore ed ex Ministro degli Esteri, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano .

“La Siria -ha affermato Terzi- è un Paese distrutto, un deserto economico, una catastrofe sociale per le nostre coscienze. Nell’obiettivo iraniano la Siria dovrà essere un regime governato dagli Sciiti, con la minor partecipazione possibile delle componenti sunnite. La partecipazione dell’Iran al tavolo delle trattative di Vienna è un dato di fatto del negoziato. Bisogna fare attenzione a non farci trascinare in un solenne inganno. Questo negoziato deve tendere alla stabilizzazione di un Paese attraverso l’inclusività, non attraverso il dominio di una minoranza che rappresenta il 20% della popolazione. Ma in queste ore è intensissimo il dibattito parlamentare in Italia su quale deve essere l’atteggiamento del governo italiano nei confronti del Presidente dell’Iran. Io sono stato ad un evento in una sala del Senato poche ore fa, con la partecipazione di un certo numero di parlamentari e di importanti organizzazioni di espatriati iraniani. Un portavoce di un importante gruppo di senatori che hanno sottoscritto un appello al governo italiano affinchè si mettano alcuni punti fermi nelle conversazioni con Rouhani. Uno di questi è uno sforzo da fare per il rispetto, almeno minimo, dei diritti umani in Iran. Quello che sta avvenendo in quel Paese a livello di repressione è fortemente destabilizzante. Nel momento in cui si apre il mercato iraniano grazie al negoziato sul nucleare, sarebbe paradossale che i nostri imprenditori si trovassero a fare affari con più della metà dell’economia iraniana che è controllata da estremisti che massacrano donne, omosessuali e dissidenti politici. Non si può far finta di niente quando avremo fra 48 ore Rohuani in Italia, sapendo che 2000 persone sono state giustiziate dall’inizio della sua presidenza. Solo dal 1 ottobre sono state compiute più di 800 esecuzioni, un record mondiale. Non possiamo neanche far finta che due importantissimi ministri del governo Rohuani nel 1988 sono stati i principali artefici dell’impiccagione di 30mila politici. Di fronte a queste violazioni brutali di tutti i trattati e le convenzioni internazionali dei diritti umani, non possiamo chiudere gli occhi. Se non solleviamo questi temi, non saremo neanche capaci di sollevare eventuali violazioni all’accordo nucleare che eventualmente dovessimo registrare nei prossimi anni. Dobbiamo fare chiarezza e dimostrare che abbiamo gli occhi bene aperti e vogliamo stabilire i rapporti con questo Paese su una fiducia che l’Iran deve conquistarsi nei nostri confronti, non il contrario. Renzi pochi mesi fa è andato al Parlamento israeliano e ha detto che la sicurezza di Israele è la sicurezza dell’Italia. Se ha detto questo lì, deve avere la coerenza di dire al Presidente Rohuani che deve cessare la propaganda all’odio antisemita, la negazione dell’Olocausto, le minacce di distruzione a Isreale. Mi auguro che alla fine della visita con Renzi, ci siano dichiarazioni impegnative da parte del presidente iraniano”.

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