I massicci acquisti militari sauditi, grazie agli aiuti miliardari degli USA

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Durante la recente visita in Arabia Saudita il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso 110 miliardi di dollari in aiuti militari a re Salman di casa Saud disponibili fin da subito. Questa misura era già stata abbozzata dalla precedente amministrazione americana e portata avanti dalla nuova riducendo lievemente l’entità degli aiuti grazie all’intervento di Jarod Kushner che ha trattato personalmente presso le aziende americane interessate dagli acquisti ed ha permesso una riduzione dei prezzi dei sistemi d’arma.

Gli acquisti riguardano tutti i settori delle forze armate del regno che, come è ben noto da qualche anno, sta affrontando con difficoltà un conflitto nel vicino Yemen in appoggio alle milizie governative contro i ribelli Houthy appoggiati dall’Iran. L’Iran, da sempre storico nemico di Ryad con il quale i rapporti si stanno facendo sempre più tesi dopo le affermazioni di Teheran di voler radere al suolo il Paese, eccetto i luoghi sacri.

L’acquisto più importante riguarda il sistema antimissile THAAD, considerato vitale per la difesa saudita, specialmente dopo che missili di costruzione iraniana presenti negli arsenali dei ribelli yemeniti hanno colpito più volte importanti centri militari anche nella Capitale del regno di casa Saud. Questo sofisticato sistema, che gli americani hanno schierato in Corea del Sud, garantirebbe un ombrello di protezione sulla penisola nel caso un giorno le minacce di iraniane dovessero tradursi in atti concreti e nell’immediato proteggere il territorio metropolitano dalle minacce missilistiche degli Houthy.

Il Reale Esercito Saudita beneficerà di molti di questi fondi per l’acquisto di numerosi veicoli da combattimento della fanteria Bradley e artiglierie semoventi M 109 con munizionamento guidato di precisione andando a rafforzare le tecnologie dell’esercito fortemente impegnato al confine con lo Yemen. Per quanto riguarda la Marina verranno acquistate quattro unità delle nuove Littoral ship classe Freedom dotate delle più recenti tecnologie offensive, difensive e di comunicazione sicura.

Notevole è l’acquisto di 150 elicotteri UH 60 Black Hawk in gran parte da produrre in loco: infatti l’Arabia Saudita con il programma Vision 2030 vuole inserirsi nel mercato delle tecnologie militari sviluppando un’industria locale e tecnologicamente avanzata. Questi aeromobili andranno in servizio nelle varie componenti delle forze armate in particolare nella Guardia Nazionale, reparto di élite composto da componenti delle tribù più fedeli alla casa reale con il compito di preservare la monarchia. Questo corpo sta affrontando un notevole processo di rafforzamento. Le Reali Forze Aeree nonostante presentino già materiale molto avanzato sono molto interessate ad acquistare un centinaio di nuovi F35 Lightning II.

Con queste acquisizioni il Regno Saudita si conferma una potenza leader nella regione assieme ad Israele, con il quale recentemente è stata trovata una sorta di intesa in chiave anti-iraniana, permettendo così una sorta di mantenimento dello status quo nella regione con l’aiuto del potente comune alleato americano

Stefano Peverati