IL PATTO MERKEL-PUTIN E’ NECESSARIO PER L’EUROPA

Risolto il caso Iran, con un ritardo assurdo e con danni enormi all’economia italiana, gli Usa possono ora dedicarsi al loro obiettivo preferito, e  pure ufficializzato: rendere sempre più distanti le posizioni di Germania e Russia per evitare che una stretta alleanza tra Mosca e Berlino possa rafforzare l’Europa. Un continente spaccato, invece, sarebbe più facilmente aggiogabile al carro americano. Tutto vero, ed in questo ha ragione Gabriele Adinolfi. Ma il più grande aiuto all’aggressione americana arriva proprio dall’ottusità tedesca. La pessima gestione del caso greco, al di la’ del bluff del cialtrone Tsipras, e’ la dimostrazione che Berlino non ha la benché minima voglia di considerarsi parte dell’Europa. La Germania non ha voluto il ruolo della locomotiva europea, preferendo quello della grande approfittatrice. Ha giocato di sponda con i Paesi del Nord per imporre comportamenti assurdi contro le produzioni di qualità del Sud. Poi ha provato ad ignorare il Nord tentando di mantenere rapporti accettabili con Mosca,poi ha di nuovo schierato il Nord contro la Grecia. Senza un disegno strategico che esulasse dall’austerità che impedisce la crescita. Regole cretine, politiche economiche fallimentari. Non è così che si può ripartire con un’Unione europea nuova. E Mosca? Aggredita in Ucraina, si è ripresa la Crimea che era sempre stata russa.  Ma, di fronte alle sanzioni, non ha reagito come avrebbe dovuto, puntando su investimenti per creare una struttura industriale adeguata ed efficiente e puntando su nuove alleanze internazionali. Mosca non ha saputo neppure approfittare della stupidità di Tsipras e dell’ottusità del governo tedesco. Ed ora, di fronte all’offensiva  di Obama in Medio Oriente, Putin rischia di nuovo di ritrovarsi a contar poco. Mentre l’alleanza con Cina, Brasile e Sudafrica arriva proprio nel momento di difficoltà economica di tutti e 4 i Paesi. Senza dimenticare la nuova strategia Usa in America Latina. Mosca ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno della Russia. Ma con idee nuove, con slanci diversi, senza l’ottusità di Berlino e la presunzione di Mosca.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 364 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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