IMPRUDENZA? DUE ITALIANI RAPITI IN LIBIA.

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Comprendere che la situazione a Derna non fosse delle migliori, non era impossibile, forse neanche lontanamente difficile. Affiora con naturalezza la domanda comune, che non è « perché siano stati rapiti due operai edili calabresi », bensì « come la ditta per la quale lavorano avrebbe pensato di garantirne minimamente la sicurezza».

Francesco Scalise, 62 anni,  e Luciano Gallo, 48 anni, operai di un’azienda romana,  sono scomparsi nella zona di Derna, quartier generale integralista nel cuore della Cirenaica.

Non si tratta di una zona qualunque in Libia. I legami tra Derna e Al Qaida sono storici. Nel 1994 ebbe luogo , proprio qui, un attentato che per poco non uccise Gheddafi. E nel 2006 partirono ben 53 volontari, futuri kamikaze, nella lotta contro gli americani (fonte: documenti ritrovati nella base di Al Qaeda in Sinjar – Iraq).

 La preoccupazione che sorge naturalmente riguardo la scomparsa dei due italiani, confermata dall’autista del furgone aziendale che li trasportava, è che siano stati rapiti da un gruppo attivista del terrore islamista. Secondo l’autista, infatti, i due sono stati rapiti da un gruppo armato che ha intimato loro di fermarsi.

Si è venuto anche a conoscenza del fatto che l’azienda avrebbe operato a Derna senza alcun tipo di rapporto diretto o indiretto con la Farnesina: rapporti fondamentali per valutare il rischio e la pericolosità della zona. La Farnesina, infatti, ha comunicato che la comunicazione della scomparsa dei due operai è stata inviata dalla prefettura di Catanzaro

Ed è infatti così che il console italiano a Bengasi, Federico Ciattagli fa notare che « la Cirenaica è ad alto rischio » e che il consolato e l’ambasciata « stanno facendo tutti gli accertamenti possibili al fine di chiarire la situazione ».

Andrea Gelich

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