Incidenti di confine sul Mar Egeo

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Il giorno 17 febbraio 2017, una nave da guerra della Türk Deniz Kuvvetleri (Marina Militare turca) ha sparato colpi di cannone nell’ambito di un’esercitazione, che non doveva prevedere l’ingresso nelle acque territoriali elleniche a causa della mancata autorizzazione del Governo di Atene, nei pressi dell’Isola di Farmakonisi, nell’Egeo orientale. Immediatamente è intervenuta la fregata greca Nikiforos Fokas (F-466) che ha scortato l’unità turca al di fuori delle acqua territoriali. Incidenti come questo non sono casi isolati. Ogni anno avvengono migliaia di sconfinamenti da parte di unità militari turche, in particolare da parte dell’Aeronautica Militare turca, che nella storia hanno causato anche spiacevoli incidenti causando perdite umane da entrambe le parti. Tutto questo è molto triste considerando che entrambe le nazioni sono alleate all’interno della Nato dal lontano 18 febbraio 1952. Nel periodo 1974-2017 sono accaduti diversi fatti gravi che hanno comportato la perdita di uomini, mezzi oltre ad acuire la tensione tra le due sponde del Mar Egeo.

Per quanto riguarda le dispute nei cieli tra la Polemiki Aeroporia e la Turk Hava Kuvvetleri, la prima avvenne il 22 luglio 1974 durante l’invasione turca dell’Isola di Cipro. Una coppia di aerei greci aveva intercettato una coppia di aerei turchi nei pressi di Agios Efstratios e iniziò quello che in gergo viene definito dogfight, ovvero un combattimento aereo, nel corso del quale si ebbero lanci di missili da ambo le parti. Lo scontro si concluse con una vittoria greca, da parte del pilota greco Ioannis Dinopoulos, mentre l’aereo turco rimasto precipitò sulla via del ritorno essendosi ritrovato senza carburante. Nel periodo 1992-2006 avvennero altri cinque casi che causarono la perdita di due aerei con i loro piloti  Nikolaos Sialmas, il 18 giugno 1992 e Kostas Iliakis, il 23 maggio 2006 da parte greca. Da parte turca vennero perse tre macchine con la perdita di 2 piloti: Altug Karaburun, il 27 dicembre 1995 e Nail Erdoğan, l’8 ottobre 1996. C’è da precisare che solo nel 1974 e nel 1996 ci fu l’utilizzo di missili, in tutti gli altri eventi gli aerei sono precipitati al suolo mentre eseguivano le manovre durante il combattimento aereo.

Picchi di tensione si ebbero: il 19 dicembre 1986, con l’Incidente del fiume Evros, a confine tra Grecia e Turchia, quando ci fu un conflitto a fuoco tra i militari dei due paesi costato la vita a tre militari: rispettivamente: uno greco, Zissis Karagogos  e due turchi, Hakan Turkyilmaz and Mehmet Kalyon. Il ministro della difesa greco, Ioannis Charalambopoulos, pretese le scuse e un risarcimento. Alla fine le due parti definirono l’evento un fatto isolato.

Molto più grave fu l’evento dell’anno successivo, nel 1973 erano stati scoperti giacimenti di petrolio nei pressi dell’Isola di Thasos. La Grecia rivendicava i diritti su questi, mentre la Turchia voleva intavolare un negoziato. Con l’invio da parte turca della nave da ricerca MTA Sismik 1, scortata da unita militari. Da parte greca ci fu l’ultimatum che se fossero state trovate navi turche nella zona contesa queste sarebbero state affondate. Il Governo turco rispose ammettendo che se ciò fosse accaduto lo avrebbe considerato una dichiarazione di guerra nei suoi confronti. Si arrivò ad una sintesi della crisi grazie all’intervento del Segretario Generale della Nato, Peter Carington, che riportò al dialogo i Primi Ministri Papandreou e Ozal.

L’ultimo evento fu la Crisi dei Missili di Cipro, avvenuta tra il 1997 e 1998, riguardo all’acquisto da parte cipriota di sistemi missilistici a lungo raggio S-300 di fabbricazione russa. La Turchia, sentendosi minacciata da questi sistemi, minacciò l’intervento armato contro l’Isola. Questo avrebbe provocato immediatamente l’intervento greco a sua difesa. La crisi fu risolta grazie al trasferimento di questi missili alla Grecia in cambio di una fornitura di un valore economico equivalente di materiale militare.

Stefano Peverati