Isis festeggia a Manchester l’accordo tra i sauditi e Trump

L’attentato di ieri sera a Manchester è la risposta più esplicita alle scemenze di Trump e famigliari vari dette in Arabia Saudita prima e in Israele dopo. I baci e abbracci, insieme alle mega forniture di armi ai sauditi, servono solo a rafforzare la dinastia responsabile -insieme agli Usa – della nascita e della crescita del terrorismo islamico. Prima Al Qaeda e poi l’Isis. Così mentre la famiglia Trump, con genero annesso, si impegnava a minacciare l’Iran ed il mondo sciita (che non ha mai organizzato attentati in Europa o in America), il terrorismo legato ai sauditi ammazzava senza problemi in Inghilterra. Ma a Trump interessa solo la vendita di armi, ed i sauditi hanno i soldi per comprarle. Rafforzare l’Arabia per spazzare via non solo l’Iran, ma anche i siriani e, soprattutto, i russi. La rinnovata amicizia tra Stati Uniti e sauditi rappresenta il via libera al terrorismo dell’Isis. Alla sua legittimazione. Non più come Stato Islamico tra Siria ed Iraq, ma come centrale di terrorismo diffuso e, dunque, più incontrollabile. Magari si offrirà ai terroristi una base nello Yemen, una volta che siano stati eliminati i combattenti locali filo iraniani. Nella logica della sostituzione etnica, quella applicata già in Italia, si elimineranno gli yemeniti per offrire un territorio ai terroristi in arrivo da ogni parte del mondo. Al servizio dei sauditi che continuano ad essere liberi di bombardare lo Yemen, assassinando donne e bambini nel silenzio dei cialtroni politicamente corretti. Distruggendo ospedali senza che Gino Strada organizzi manifestazioni di protesta. Senza scuotere la coscienza di Boldrine e Mogherini. L’importante è che le bombe sganciate dai sauditi vengano acquistate dagli Usa o dall’Italia.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".