KIEV. ANCORA SCONTRI MA YANUKOVICH RESISTE

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Non si placano gli scontri in Ucraina. Brucia piazza Maidan, roccaforte dei manifestanti, e il numero delle vittime sale ora dopo ora. Fonti ufficiali parlano di oltre 100 morti e 500 feriti. I dimostranti accusano le forze dell’ordine di aver violato il cessate il fuoco, ordinato dal presidente Viktor Yanukovich, con un nuovo assalto alle barricate. Mentre il governo ha ammesso di aver usato armi da fuoco contro i manifestanti per legittima difesa, il sindaco di Kiev, Volodymyr Makeyenko, ha presentato le sue dimissioni dal partito del presidente assicurando di voler riprendere in mano la sicurezza della città affermando che “gli eventi che stanno accadendo nella capitale ucraina sono una tragedia. Ho deciso di dimettermi dal Partito della Regione e di assumere la responsabilità personale del sostentamento della città di Kiev”.

Durante le cinque ore di colloquio con i ministri degli esteri tedesco, polacco e francese, il presidente Yanukovich ha espresso la volontà di convocare le elezioni anticipate entro l’anno. Il piano presentato per risolvere la crisi prevede la nomina di un governo ad interim, una riforma della costituzione ed elezioni presidenziali e legislative. «In accordo» con i tre ministri a Kiev «la decisione è di procedere molto rapidamente nelle prossime ore a restrizioni per coloro che in Ucraina si sono macchiati di violenza»  ha affermato Emma Bonino lasciando il Consiglio degli Esteri prima della sua conclusione. L’Unione Europea ha minacciato infatti l’adozione di sanzioni personali contro il presidente e le autorità ucraine.

Dall’altra parte Mosca continua ad accusare l’Occidente di fomentare la piazza e a considerare come ricatti le minacce di sanzioni euro-americane. L’Ucraina, già attraversata da innumerevoli spaccature interne, rischia di spaccarsi in due: le regioni orientali e meridionali, russofone, continuano ad appoggiare il presidente Yanukovich nonostante il consenso sia vistosamente in calo; le regioni centro occidentali invece, antirusse e nazionaliste, rimangono in mano ai manifestanti.

Nel frattempo dalla capitale ucraina sono decollati numerosi voli con a bordo i familiari del presidente Yanukovich e una decina di deputati.

La situazione drammatica che sta vivendo l’Ucraina ha avuto ripercussioni anche alle Olimpiadi di Sochi. La richiesta di poter indossare il lutto durante le competizioni è stata respinta dal CIO proteso a non consentire, nel rispetto della carta olimpica, esternazioni di tipo politico nel corso delle manifestazioni sportive. Molti degli atleti ucraini hanno lasciato le gare per fare ritorno in patria a seguito delle violenze e degli scontri che hanno causato numerose vittime nel Paese.

 Marianna Di Piazza

 

 

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