KIEV: YANUKOVICH FUGGITO, TYMOSHENKO LIBERA

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Quello appena trascorso in Ucraina è stato il fine settimana della svolta. Abbandonato dal suo stesso partito, l’ormai ex presidente Viktor Yanukovich ha raggiunto Kharkiv, storica seconda città dell’Ucraina, situata nel Nord Est russofilo. A Kiev “hanno preso il potere i fascisti”. Questo è lo slogan dei manifestanti scesi in piazza per dimostrare a fianco dei movimenti pro-russi nelle regioni orientali che non accettano la destituzione di Yanukovich, decretata dal Parlamento di Kiev.

Dall’altra parte, le regioni occidentali accolgono con sollievo la scarcerazione di Yulia Tymoshenko che, dopo quasi tre anni, è di nuovo libera. “Oggi l’intero nostro Paese può vedere il sole e il cielo perché oggi la dittatura è caduta. E la dittatura è caduta non grazie ai politici e ai diplomatici, ma grazie a coloro che sono scesi in strada riuscendo a proteggere le loro famiglie e il loro Paese. Ora dobbiamo fare di tutto per assicurare che i manifestanti non siano morti invano”, ha commentato la Tymoshenko poco dopo la sua liberazione. Accolta trionfalmente dai manifestanti , la Giovanna D’Arco della Rivoluzione Arancione ha incitato la folla a rimanere in piazza Maidan: “se qualcuno vi dice che avete finito il vostro lavoro e dovete andare a casa non gli credete: dobbiamo andare avanti fino alla fine”, e, parlando delle vittime degli ultimi giorni, ha affermato: “gli eroi non muoiono mai, saranno sempre la nostra ispirazione”.

Il braccio destro della stessa Tymoshenko, ex capo dei servizi segreti, Oleksandr Turcinov è stato designato presidente ad interim, accentrando su di sé tre cariche cruciali: capo del Parlamento, premier (ad interim) e capo dello stato. Turcinov ha dato ai deputati tempo fino a domani per trovare una maggioranza e formare un governo di unità nazionale e ha avvertito che Mosca dovrà rispettare la “scelta europea” dell’Ucraina, che rischia il default. Il parlamento ha deciso di anticipare le elezioni al 25 maggio e ha votato anche un impeachment contro Yanukovich per crimini contro l’umanità, facendolo così decadere dal suo ruolo istituzionale.

In un comunicato pubblicato sul sito web del suo partito, la Tymoshenko ha escluso una sua candidatura come primo ministro: “Vi chiedo di non considerare la mia candidatura a primo ministro.

Prima di sparire nel buio, l’ex presidente Yanukovich, durante un’intervista televisiva, ha tuonato: “le decisioni adottate dal Parlamento ucraino sono illegittime”, riferendosi sia alla liberazione immediata di Yulia Tymoshenko, sia alla nomina di un premier ad interim e di un ministro dell’Interno vicini alla leader della rivoluzione arancione.

Ieri durante un colloquio telefonico tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin, i due leader hanno convenuto sulla necessità che l’Ucraina “abbia rapidamente un governo con capacità operative e di preservare l’integrità territoriale del Paese”. Entrambi hanno sottolineato l’interesse comune alla stabilità politica ed economica dell’Ucraina e concordato di mantenersi in stretto contatto. Putin, nelle ultime ore, ha promesso anche a Obama di non voler aggravare la situazione.

L’ analista Taras Kuzio, interrogato sulle possibili reazioni di Putin, ha affermato che il presidente russo “interromperà gli aiuti all’Ucraina, come ha già iniziato a fare. Soffierà sul fuoco del separatismo in Crimea. Provocherà una crisi del gas rallentando l’import verso l’Ucraina come nel 2006 e 2009. Farà un caos, ma non interverrà militarmente come nel 2008 in Georgia primo perché in quel caso poteva accampare la difesa di territori già staccatisi dalla Georgia mentre la Crimea è parte integrante dell’Ucraina e poi perché l’Ucraina è troppo grande da invadere. Ma Mosca farà di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al nuovo governo di Kiev. Per Putin è un doppio smacco. E’ la seconda volta che in Ucraina scommette sul candidato perdente e poi c’è la paura dell’effetto domino come con la primavera araba. Se passa il modello ucraino tutti i despoti della regione che sono suoi amici rischiano la rivolta di piazza e il progetto Eurasia Union tanto caro al Cremlino va a farsi benedire”.

Sempre nella giornata di ieri, il parlamento ucraino ha approvato la nazionalizzazione della lussuosa residenza del deposto presidente Yanukovych a Mezhighiria, a circa 20 chilometri da Kiev. Gli insorti hanno fatto irruzione nella villa faraonica, con un parco di 140 ettari, allevamenti di pecore, maiali e struzzi, una sorta di museo con decine di auto d’epoca e moto, hovercraft e motoscafi “parcheggiati” in garage e un campo da golf. Stando all’opposizione, nella villa sarebbero stati trovati anche dei documenti di cui Yanukovich avrebbe tentato di liberarsi in fretta e furia gettandoli in un canale, tra i quali liste dei suoi nemici (manifestanti, politici e giornalisti) con nomi e foto.

Marianna Di Piazza

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