L’ Europa davanti al bivio: o cambierà passo o si arriverà alla disgregazione

ORE 12.00 INCONTRI CON L'AUTORE - MERCI L’EUROPE! RIPOSTE AUX SEPT MENSONGES POPULISTES Nella foto: Lucrezia REICHLIN, Bernard SPITZ Festival dell’Economia Castello del Buonconsiglio - Sala Marangonerie Trento, 1 giugno 2019 FOTO: Daniele PATERNOSTER

L’Europa così come concepita oggi non è più all’altezza della situazione. Per dare le risposte che la popolazione si attende è necessario che ritorni ad esserci una visione politica ben definita e non ci si accontenti solamente di ricoprire il semplice ruolo di amministratore. In caso contrario i sovranismi saranno, sempre più, la risposta diretta e immediata. Questa una delle conclusioni a cui è giunto Bernard Spitz nel suo libro “Merci, l’Europe! Risposte aux Sepe mensonges populistes” presentato questa mattina nella Sala Marangonerie del Castello del Buonconsiglio.

L’autore, presidente della Ffa (French Insurance Federation) e consulente del presidente della repubblica francese Jean – Michel Frederic Macron, è partito da una considerazione tanto semplice quanto impattante: “Vent’anni fa quando si parlava di Europa il concetto arrivava immediatamente e veniva accolto, oggi non è più così. Si è persa quella visione che ha consentito di dare vita a questo soggetto, attualmente nei Paesi fondatori ci sono tante paure e i cittadini non trovano le soluzioni convincenti. Penso alla disoccupazione, al clima, al terrorismo, alla globalizzazione, tutti temi che tolgono certezze e l’Europa non riesce a mettere sul tavolo delle risposte che siano all’altezza”.  
Da qui al rifugiarsi nel populismo il passo è molto breve: “Quando mancano delle leadership all’altezza ci si si rifugia nelle promesse immediate anche se, con ogni probabilità, non potranno mai essere mantenute – ha evidenziato Spitz – . Ora però siamo arrivati al momento di dover prendere delle decisioni definitive altrimenti l’Europa correrà rischi ancora più seri di quelli corsi sino ad oggi. Francia, Germania e Italia devono riuscire a bloccare questo processo di disgregazione offrendo delle politiche credibili capaci di suscitare un minimo di entusiasmo”. Anais Ginori, corrispondente de “la Repubblica” da Parigi ha invece ha invece posto l’accento sull’importanza del ruolo del giornalismo: “Noi, professionisti dell’informazione, dobbiamo assolutamente contrastare la diffusione delle cosiddette fake news. Controbattere alla menzogne e alle falsità è parte integrante del nostro operato anche se purtroppo non sempre è sufficiente. Spesso infatti i cittadini si affidando alle percezioni e non ai dati di fatto – basti pensare al tema dell’immigrazione con il numero di sbarchi che negli ultimi dieci anni è sempre diminuito – e questo rende tutto ancora più complicato”. 
Lucrezia Reichlin, economista e saggista, ha sottolineato come “sia necessario capire e provare ad interpretare i vari populismi per trovare delle valide chiavi di lettura”. 

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