LA CRIMEA SCEGLIE LA RUSSIA: IL 95% HA DETTO SI’

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Tutto il mondo ha atteso impaziente. Ieri, oltre un milione e mezzo di aventi diritto si è recato alle urne in Crimea, nonostante il boicottaggio annunciato da alcune organizzazioni della minoranza etnica. Il 95% degli elettori della regione ucraina ha votato a favore della secessione da Kiev e dell’annessione alla Federazione russa.

Due i quesiti, in tre lingue (russo, ucraino e tartaro): “Siete a favore della riunificazione della Crimea con la Russia come entità costituente?” e “Siete a favore dell’applicazione della costituzione della repubblica di Crimea del 1992 e dello status della Crimea come parte dell’Ucraina?”.

“Oggi abbiamo preso una decisione molto importante, che entrerà nella storia” ha twittato il premier della Repubblica autonoma Serghiei Aksionov, subito dopo lo spoglio. Il parlamento regionale ha annunciato in serata che si sarebbe riunito già oggi per approvare il risultato e chiedere ufficialmente l’annessione alla Russia.

“Siamo tornati a casa”, “Russia ti amo”: in centinaia a piazza Nahimov a Sebastopoli dove, in un tripudio di bandiere russe e sulle note dell’inno di Mosca, la festa è iniziata mentre ancora si contavano le schede.

L’Ucraina ha chiesto di boicottare il voto, che, secondo Kiev, è illegale. “Questo è il nostro paese e noi non lo lasceremo” ha detto il ministro della difesa ucraino, Ihor Tenyukh. Le autorità russe hanno acconsentito ad una tregua fino al 21 marzo, giorno del primo esame della Duma russa della legge per l’annessione di terre straniere e della firma della parte politica dell’accordo di associazione Kiev-Ue: lo ha riferito lo stesso ministro Tenyukh. Fino ad allora non saranno bloccate le unità militari ucraine in Crimea. Nonostante le tensioni, il presidente ucraino, Aleksandr Turcinov, ha assicurato che Kiev non interverrà militarmente: “non possiamo permettercelo. Intervenendo in Crimea indeboliremmo i confini orientali, l’esercito russo conta su questo”.

Da Mosca Putin ha dichiarato, nel corso di un colloquio telefonico con la cancelliera Angela Merkel, che il referendum in Crimea rispetta il diritto internazionale. “La consultazione è in linea con le norme delle Nazioni Unite sul diritto di autodeterminazione dei popoli”, ha affermato il presidente; “Mosca rispetterà la decisione della popolazione della Crimea”. Putin, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza russo sulla situazione in Ucraina e Crimea, ha inoltre criticato le autorità di Kiev per aver permesso che si formassero “raggruppamenti di elementi radicali” nell’est dell’Ucraina. “Questo è inquietante”, ha detto.

L’Unione Europea ha già avvertito che non riconoscerà l’esito del referendum. Ad annunciarlo, in una nota congiunta, sono stati il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e quello della Commissione José Manuel Barroso. “La soluzione alla crisi in Ucraina deve essere basata sull’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina”. I ministri degli Esteri dei 28 Paesi dell’Unione Europea decideranno altre sanzioni nei confronti della Russia già a partire da oggi.

Anche gli Stati Uniti hanno dichiarato “illegali” le consultazioni. “Il voto in Crimea, svoltosi sotto la minaccia di violenze e l’intimidazione di un intervento da parte dei soldati russi, viola le leggi internazionali”. Lo afferma in una nota la Casa Bianca, sottolineando che “le azioni della Russia sono pericolose e destabilizzanti”.

Nel frattempo, Putin ha già dato la sua benedizione, lasciando capire che Mosca accetterà l’esito della consultazione. Il signore del Cremlino si gode per ora la sua vittoria sull’Occidente e dà così il benvenuto alla Crimea.

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