LA DIFESA DELL’OCCIDENTE. BASATA SU COSA?

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I fatti di Parigi, che si sono fortunatamente conclusi oggi con l’eccezionale operazione della polizia francese, hanno sconvolto tutti noi. Di fronte al dramma vissuto dalla redazione di Charlie Hebdo non ci sono colori, ideologie, dogmi o filosofie di vita che tengano. E’ un dramma, è per certi versi un affronto.

Un affronto alla libertà di stampa, alla libertà d’opinione, alla libertà di fede: valori sui quali le nostre moderne repubbliche hanno affondato le proprie radici da quasi quattrocento anni. E ora, con un solo colpo di spugna, vediamo molte delle nostre certezze mandate in fumo.

E’ inevitabile ritenere che, in questo momento, la difesa non solo della nostra gente, ma sopratutto dei nostri principi (la libertà, la democrazia, la tolleranza) sia una priorità assoluta. Ma su cosa possiamo basare questa difesa?

Certo, pensare a una nuova crociata anti-islamica, con la “lotta all’infedele” e il “feroce saladino” sembra più una parodia da Feudalesimo e Libertà che non da politica estera. Tanto meno possiamo basare la forza della nostra reazione sui valori che sono, appunto, troppo deboli in questo momento per sospingerci.

Su cosa, allora, possiamo contare? Sugli esempi. Come, in stati anche islamici, che abbiamo duramente contestato, criticato, vessato e attaccato (ad esempio la Siria), i governi sono riusciti, per quanto possibile, a limitare il terrorismo? O quantomeno, a combatterlo in maniera efficace.

Spesso si tende, in virtù di una sorta di “superiorità Occidentale”, ad ignorare volutamente i provvedimenti di stati “democraticamente arretrati”. Ma perché non tenerne conto, se sono efficaci?

I killer di Parigi sono francesi, tornati dalla Siria, dove sono stati combattuti. Pensiamoci.

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