La Germania boccia la sinistra pro invasione

Non sono soltanto le destre ad avere reazioni pavloviane. I media italiani di servizio sono altrettanto scontati nel loro modo di reagire alla triste realtà. In Germania Afd ottiene quasi il 13% dei voti ed i giornalisti di servizio iniziano la consueta campagna contro il pericolo dell’estrema destra. Con aspetti assolutamente patetici nella loro crociata. Dunque i neonazisti omofobia ed anti islamici nonché anti europei trionfano, a differenza di Marine Le Pen che, avendo ottenuto una percentuale quasi doppia alle elezioni francesi, ha perso. E pazienza se una dei due leader di Afd è omosessuale dichiarata: il partito, per i media italiani, è comunque omofobo. Questo giustifica, sempre secondo i media di servizio, le manifestazioni di protesta che si sono immediatamente svolte per impedire i festeggiamenti dei sostenitori di Afd. Le feste sono riservate ai partiti democratici e chi non vota in modo politicamente corretto non ha neppure diritto a festeggiare. È la nuova democrazia, bellezza. Ora iniziano anche le analisi sul futuro della Germania e dell’Unione europea. Merkel, che ha perso quasi 8 punti, non governerà più con il beniamino dei media italiani, il signor Shulz che ha portato i socialdemocratici al minimo storico. Forse non è un caso che i politici amati dai giornalisti di servizio non siano amati dai propri concittadini. E allora Merkel dovrà allearsi con i liberali e con i verdi. Mica facile. Soprattutto mica facile per l’Unione europea, visto che i liberali sono i più strenui difensori del rigore di bilancio e, di fatto, contrari ad una Europa più forte e coesa. La sinistra, al di là delle manifestazioni contro i voti altrui, ha dimostrato la propria inutile autoreferenzialita’ e la distanza da un popolo che proprio la sinistra ha contribuito a far addormentare. A svegliare, parzialmente, i tedeschi, hanno contribuito le violenze di massa contro le donne perpetrate dalle grandi risorse che Merkel ha imposto al Paese. Non sono bastate le censure sugli episodi, non è bastata la complicità di polizia e giornalisti. I tedeschi, piano piano, si sono svegliati e hanno espresso il loro malcontento. Non è detto che Afd sia in grado di rappresentarlo in modo efficace, ma il segnale comunque è arrivato. Come avevano già capito gli alleati di Merkel, i bavaresi della Csu che non sono stati ascoltati a Berlino.
Augusto Grandi
Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 358 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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