LA RISPOSTA INTERNAZIONALE AL REFERENDUM IN CRIMEA

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Washington, Londra e Parigi condannano fermamente l’atteggiamento della Russia. I Ministri degli esteri europei, che si riuniranno lunedì a Bruxelles, dovranno decidere nuove sanzioni contro Mosca.

Il governo americano ha dichiaro anticostituzionale il suffragio che si è svolto in Crimea per la sua riunificazione alla Russia, uno scrutinio definito dallo Zio Sam come «contrario alla costituzione ucraina» e soprattutto organizzato «sotto minacce di violenza» da parte della Russia. Secondo un sondaggio all’uscita delle urne, diffuso dalle autorità separatiste della Crimea, gli abitanti desiderosi di riunificarsi alla Russia sarebbero addirittura attorno al 93%. Jay Carney, portavoce dell’esecutivo americano ha indicato che «gli atti della Russia sono pericolosi e destabilizzanti»

Non ha tardato ad arrivare la reazione di Parigi. « Il referendum che si è tenuto oggi in Crema è illegale, e contrario alla Costituzione Ucraina. Ed è ancora più illegittimo il fatto che si sviluppi sotto la minaccia di forze di occupazione russe.», dichiara Laurent Fabius in un comunicato.  Il Ministro degli Affari Esteri si è direttamente rivolto alla Russia. Mosca «deve riconoscere e rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. La Francia richiede alla Federazione Russa di prendere immediatamente delle misure che permettano di evitare una escalation inutile e pericolosa in Ucraina».

La reazione di Downing Street è stata pressoché immediata. Il referendum è stato subito qualificato come «una farsa della pratica democratica» . «Niente può convincerci che si tratta di un esercizio illegittimo» dichiara il segretario al Foreign Office William Hague. Ha richiamato i suoi colleghi dell’UE a prendere delle misure «per inviare un segnale forte alla Russia, e far loro capire che questo attentato alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina avrà delle conseguenze., economiche e politiche.»

Il Ministro italiano degli Affari Esteri italiano Federica Mogherini, ha espresso domenica sera la sua inquietudine nei confronti dei risultati del referendum in Crimea, sottolineando tuttavia che «tutti i canali diplomatici resteranno aperti, a condizione che la Russia non si riunifichi alla Crimea».

E’ infine ad Angela Merkel che Vladimir Putin ha riaffermato la posizione di Mosca sulla questione. « La Russia rispetterà la scelta degli abitanti della Crimea» ha dichiarato il presidente russo, sottolineando ancora una volta che il referendum rispetterebbe assolutamente qualsiasi base di diritto internazionale.

 

Andrea Gelich

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