La Russia sotto attacco nello sport, ma Mosca e’ colpevole

La guerra della Russia contro l’Isis in Siria? Vietato occuparsene. Soprattutto vietato farla. È visto che Putin si ostina, a far la guerra contro di lui provvede il mondo dello sport che chiede di escludere i russi da ogni competizione perché dopati. Beh, certo, il mondo dello sport al servizio degli USA e dei suoi servi e’ così pulito da potersi permettere di dare lezioni di moralità e serietà. Sono bastati 150 anni per accorgersi che il ciclista yankee che aveva vinto tutto era leggermente dopato. Ed è meglio non parlare di altri sport, visti gli scandali che coinvolgono Blatter e Platini. O le polemiche sulle corruzioni per ottenere l’assegnazione dei giochi olimpici. Tutti puliti, tranne i russi. Appare evidente a tutti, tranne a quelli convinti che gli arbitri non sbaglino mai proprio in quanto arbitri, che l’attacco abbia poco a che fare con lo sport e il doping (se no i giamaicani sarebbero stati bombardati da tempo) e molto con la politica internazionale. D’altronde la Russia continua ad ostinarsi nel non far nulla sul fronte del soft power. Qualche convegno (spesso in collaborazione con chi ha scarsa capacità mediatica ed ancor minore professionalità), testate online di scarsa lettura perché affidate alla buona volontà di chi ci scrive, poco di più. Eppure, sui social, i fan di Putin non mancano. E sono aumentati dopo l’intervento in Siria. E gli imprenditori italiani che protestano contro l’embargo sono sempre più numerosi. Ma vengono messi a tacere perché non hanno media che rilancino le loro idee e le loro proteste. Gli spazi ci sono soltanto per assicurare che le sanzioni non hanno penalizzato nessuno, che non c’è alcun bisogno del mercato russo o dei turisti russi. D’altronde se a Mosca ritengono di non dover investire in Italia per raccontare una versione diversa, perché mai dovrebbero pensarci gli italiani?

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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