LA “SETTIMANA DELL’IRA” EGIZIANA

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A meno di un mese dal terzo anniversario della rivoluzione contro Mubarak che ha dato inizio alla Primavera Araba, l’Egitto rimane centro di proteste e rivendicazioni. In questi anni molto poco è cambiato e nel paese proseguono gli scontri tra le tre forze presenti: i rivoluzionari, gli islamisti e il vecchio regime. All’indomani della decisione del governo, guidato dal presidente Mansur, di inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche il movimento politico-religioso dei Fratelli Musulmani, si sono verificati numerosi scontri. Almeno 18 esponenti del gruppo conservatore maggiormente diffuso in Egitto sono stati arrestati, tra loro anche il figlio di uno dei leader del movimento. L’organizzazione islamista dei Fratelli Musulmani, che punta ad instaurare uno stato basato sulla Sharia, è stato dichiarato fuorilegge dopo l’attentato avvenuto nella città di Mansura che ha provocato la morte di 16 civili. Nonostante l’azione sia stata rivendicata da un gruppo legato ad Al Qaeda, il governo ha comunque deciso di condannare il movimento politico islamista. La risposta dei Fratelli Musulmani non è tardata ad arrivare: al Cairo una bomba è esplosa al passaggio di un autobus ferendo cinque persone. Poco distante, un altro ordigno pronto ad esplodere è stato disinnescato dalla polizia. Intanto dal suo esilio a Londra il leader dei Fratelli Musulmani, Ibrahim Munir, ha incitato i militanti a continuare a manifestare contravvenendo al divieto governativo.
Una seconda bomba è esplosa nei pressi della sede dei servizi segreti egiziani ferendo almeno quattro persone e provocando ingenti danni alla struttura.
Dalle strade gli scontri si sono spostati all’Università di al Azhar nel centro del Cairo. Qui, gruppi di studenti vicini alla fratellanza hanno dato fuoco ad un edificio, con l’intenzione di bloccare il corso delle lezioni e le sessioni d’esame. Il bilancio è di un morto e alcuni feriti. È stata rinominata la “Settimana dell’Ira” quella che l’intero Egitto sta trascorrendo. Le rivendicazioni dei Fratelli Musulmani sembrano ancora terminate. Infatti, come spiega il professore Farouq dell’American University del Cairo, “il 14 gennaio si terrà il referendum sulla nuova Costituzione il cui esito potrebbe essere quello di mettere fine alle rivendicazioni di legittimità dei Fratelli Musulmani. Questi ultimi stanno quindi tentando di boicottarlo […] perché se la maggioranza degli egiziani si esprimerà a favore della nuova Carta fondamentale dello stato, gli islamisti saranno messi a tacere”.

                                                                                  Marianna Di Piazza

 

 

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