LE PEN, IL FENOMENO CHE PUO’ PIEGARE L’EGEMONIA EUROPEA

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“Le Pen ferisce più di una spada”. Il giochino di parole descrive alla perfezione i risultati delle consultazioni amministrative francesi. Risultati più che interessanti sia sul fronte interno francese, sia su quello estero in chiave europea. Se, infatti, a vincere nei numeri sono stati i neogollisti dell’Ump (vicini al 49%), il vero dato è stato l’ulteriore affermazione del partito nazionalista Front National. La formazione politica, capeggiata da Marine Le Pen, ha raggiunto una percentuale nazionale vicina al 9%, nonostante sia riuscita a presentare le liste in soli 600 comuni su 36 mila. Bruciante la sconfitta per i socialisti e di conseguenza per il loro leader, il presidente Hollande. Nei sondaggi per le presidenziali danno per certo che oramai siano il terzo partito, superati proprio dai nazionalisti.

Quello che si potrebbe definire “fenomeno Le Pen”, tanto temuto dall’Europa e dall’estabilishment finanziario, ha confermato una volta di più di aver raggiunto basi solidissime. Con il voto di ieri, il partito ha dimostrato di riuscire ad imporsi anche nelle città. Cosa che di primo acchito potrebbe apparire banale, ma non lo è affatto se si pensa che fino a qualche mese fa il Front National era considerato solo un manipolo di fascisti. Ma ora tutto è cambiato. I moderati francesi si sono dimostrati annoiati dai partiti tradizionali, troppo inclini a piegarsi ai dettami europei, e si stanno facendo convincere dal grido antieuro e antieuropa della Le Pen. Oltralpe, il giogo economico al quale gli Stati dell’Unione sono sottomessi piace sempre meno. E dà ancor più fastidio che a dettar la linea sia la Germania.

Se, e dopo ieri non è certo, ma è lecito pensarlo,  il Front National fosse in grado di imporsi in Francia, le conseguenze potrebbero essere davvero importanti. Si pensi alla sola possibilità che la Francia esca dalla moneta unica. Inoltre, potrebbe scatenarsi un effetto domino. I partiti euroscettici potrebbero prendere il sopravvento anche in  altri Stati dell’Unione, sospinti dai risultati della Le Pen. E nuovi scenari, non proprio rosei per Bruxelles, potrebbero presentarsi.

Il segnale di ieri è chiaro: qualcosa dal basso si sta davvero muovendo. L’abbiamo capito noi, figurarsi quelli di Bruxelles. I quali staranno di certo studiando le contromosse. Attendiamo di vedere quali e quanto efficaci saranno. Perché a bloccare sempre il volere dei popoli c’è il rischio che si arrivi alla rivoluzione. E in Francia sull’argomento sono maestri. L’Europa è avvisata.

Luigi Mauro

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