LE SORTI DELL’EUROPA E IL FUTURO DI LE PEN

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Le sorti dell’Europa si decidono a Bruxelles e Marine Le Pen lo sa bene. Far paura al fronte repubblicano in Francia non le basta più. È a Bruxelles che si gioca la partita più importante per il destino dei popoli europei, idea che si sta diffondendo anche tra gli euroscettici nel resto del continente.  Il leader del Front National intanto si è mossa da tempo, nelle scorse settimane ha presentato a Bruxelles un nuovo gruppo sovranista costituito insieme al Fpö austriaco e il belga Vlaams belang a cui si unirà con molta probabilità la Lega Nord.  Bollata come bufala la notizia dell’incontro tra emissari della Le Pen e Casaleggio, è anche molto improbabile un’alleanza tra Front National e i M5S. Molti sono i punti di dissonanza tra le due formazioni ad iniziare dai diritti civili. Dovrebbero unirsi l gruppo anche il partito democratico svedese e il partito delle Libertà olandese.

L’unità della destra europea è essenziale se l’obiettivo è far virare la nave Europa verso Destra e realizzare quella Europa dei popoli che tanto si declama dalle nostre parti. Il fronte destro alle prossime europee , se compatto e unito, può raccogliere un clamoroso risultato costringendo il PPE a spostarsi anch’esso più a destra.

Hollande è indebolito da una compagine governativa instabile mentre la Merkel è costretta alle larghe intese a causa del risultato del voto e l’uscita dal Parlamento dei liberali. Il momento propizio per un Europa a destra sembra essere proprio questo. L’ascesa degli euroscettici in Europa sembra ormai inevitabile. La tassazione ha raggiunto livelli esagerati in molti paesi non solo nel nostro. I popoli sono stufi di un Europa che comanda solo austerità e tasse. In Svezia il centrodestra ha vinto al grido di meno tasse per  tutti, e anche il modello svedese sembra inclinarsi di fronte alla volontà del Popolo di pagare meno tributi. I tecnocrati europei dovrebbero studiare un po’ di storia; la rivoluzione americana  scoppiò al grido di “no taxation without representation” mentre quella francese si accese in seguito al tentativo di Luigi XVI di imporre nuove tasse senza l’assenso del Parlamento di Parigi e di quelli provinciali. I popoli hanno sempre chiesto una degna rappresentanza prima di pagare le tasse. Le destre in questo momento sono quelle che hanno argomenti più convincenti su questo tema. La rivoluzione della destra europea sembra essere vicina.

I sovranisti vogliono proprio questo, una rivoluzione nei modi di pensare e vivere l’Europa. La disintegrazione dell’Unione è poco praticabile,anche se Marine grida a grand voce l’uscita dall’Euro, il percorso più logico sarebbe quello di una commissione europea eletta dai cittadini e più poteri al parlamento europeo. Insomma un Europa eletta dal Popolo europeo. Basta tecnocrati. Basta BCE. Basta commissario calati dall’alto. Basta austerità e tasse insomma.

Le europee sono dietro l’angolo, Le Pen e soci devono lavorare in fretta se vogliono trovare un punto di sintesi  tra le destre d’Europa prima di allora. Sono necessari 25 deputati eletti almeno in un quarto dei Paesi membri dell’Unione per formare un gruppo ma per cambiare l’Europa ne servono di più.

Armando Travaglini

 

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