L’INDIA IGNORA L’ULTIMATUM DELL’ITALIA

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L’ennesimo rinvio dopo l’ultimatum lanciato dall’Italia. La corte suprema indiana è tornata a riunirsi questa mattina per decidere, finalmente, se applicare o meno la contestata legge anti-terrorismo, non l’applicazione o meno del dirittto internazionale,  e il giudice ha deciso invece per un nuovo rinvio, fissando la nuova udienza per lunedì prossimo, 24 febbraio.

L’avvocato della Difesa, Mumukul Rohatgi, aveva presentato la memoria difensiva ricordando che “l’incidente è avvenuto in acque internazionale” il 15 febbraio 2012 ed il ‘Sua Act’, la legge anti-pirateria ed anti-terrosimo non deve essere applicata perché, “l’Italia – ha detto – non è un Paese terrorista e non si è trattato di un attacco contro l’India”. Anni di guerre in Afganistan e in Iraq, costate la vita a italiani, hanno portato a considerarci dei terroristi.

L’inviato speciale, Staffan De Mistura, domenica, ha assicurato che il cambio della guardia al Palazzo Chigi non cambierà la futura strategia del governo. L’Italia, che vuole processare i marò in patria perché l’incidente è avvenuto in acque internazionali, sta esplorando anche altre vie d’uscita, prima di tutto l’arbitrato obbligatorio internazionale. L’Italia così porta a casa un nuovo successo internazionale visto che va tutto bene che l’India violi la giurisdizione competente, i Trattati, le Convenzioni e tutto il Diritto internazionale.

Tutti i governi, ed in particolare i primi ministri, che si sono succeduti, si sono sempre insediati affermando di porre rimedio alla situazione anche se il mondo è rimasto in silenzio.

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