L’uomo dell’anno 2015: Il russo che resuscitò per ubriacarsi

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Fino a qualche giorno fa era aperta la querelle riguardo chi meritasse la copertina del Times, riconoscimento come “personaggio dell’anno”. Per il Secolo Trentino chi poteva essere il personaggio dell’anno? Forse un personaggio della politica nazionale? Non certo Renzi, quantomeno per distinguersi dall’assalto mediatico che gli italiani subiscono giornalmente dal fiorentino. Né tanto meno personaggi della destra, né Salvini, né Meloni.

Forse è il caso di presentare una personalità estera? Di sicuro non Al Baghdadi, come proposto dal sopracitato Times: in fondo noi teniamo per i “buoni”. Non certo la Merkel, né Obama, icone di quel buonismo che tanto abbiamo contrastato nel 2015. Putin forse? Fuochino.

Infatti abbiamo deciso all’unanimità di nominare personaggio dell’anno 2015 un connazionale dello “zar” Vlad. Si tratta di un (purtroppo) anonimo uomo di Vladivostok. Questo eroe dei nostri tempi, ha iniziato la sua impresa storica in maniera comunissima.

Uscendo con gli amici per festeggiare (in anticipo, a rimarcare la genialità) l’arrivo del nuovo anno, il “nostro” è improvvisamente crollato a terra, dopo diversi bicchieri di vodka. Preoccupati, i sodali hanno prontamente chiamato un medico che non ha potuto far altro che constatarne la morte.

Portato all’obitorio dell’ospedale più vicino, ecco che il “nostro” va a compiere il miracolo: infatti dopo un’ora di isolamento nella cella frigorifera, mentre il certificato di morte era già stato compilato, l’uomo inizia a battere pugni e a manifestare la propria risurrezione.

La scena, osservata da un’inserviente suscita dibattiti, con un medico che, da novello San Tommaso, si rifiuta di credere alla storia e chiama la polizia. Una volta giunta la polizia si è visto il corpo, non proprio morto, camminare lungo il corridoio, infreddolito e sotto shock.

Oltre al merito straordinario di aver superato Mattia Pascal, per non fare paragoni eccessivamente azzardati, il “nostro”, ignorando l’ordine di riposarsi impartito dal medico “infedele”, torna al bar dove tutto ciò è iniziato, per raccontare agli amici la disavventura.

Sorpresa, gli amici sono al bar a bere, in sua memoria. Superato lo stallo iniziale del ritorno di questo profeta contemporaneo, appare il genio di Perozziana memoria. “Fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Il brindisi in memoria dell’amico si trasforma in un brindisi al ritorno dell’amico. Una nuova occasione per bere. Insieme.

Di Riccardo Ficara

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