Made in Italy vs American First: la nuova sfida per l’industria italiana nel settore della difesa

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Il settore della difesa italiano deve affrontare la seconda presidenza americana, ancora più determinata rispetto alla precedente nel favorire i prodotti americani nei plurimiliardari progetti del Pentagono.  L’Italia produce prodotti di eccellenza nel settore della difesa ma negli ultimi dieci anni con la presidenza Obama prima e Trump adesso sta vivendo notevoli difficoltà.

La prima grande delusione fu il concorso VXX Presidential Helicopter Replacement Program che nel gennaio 2005 aveva visto come vincitore il Lockheed-Martin VH 71 Kestrel. Questo elicottero, che avrebbe servito anche il Corpo dei Marines, si basava sul progetto anglo-italiano Agusta-Westland (ora Leonardo) AW 101, nato inizialmente come elicottero da impiego navale, il quale ha riscontrato un notevole successo come macchina per il trasporto delle più alte cariche dello Stato in diversi Paesi nel mondo. Nel rispetto delle leggi americane, il velivolo avrebbe dovuto essere costruito ad Owego, nello Stato di New York, da un consorzio che vedeva unite Lockheed-Martin, Bell Helicopter e naturalmente Agusta-Westland.

Il programma fu colpito da notevoli ritardi e problemi a causa di numerose richieste da parte del governo Usa di modifiche anche ingenti che non erano presenti nella request for proposal iniziale. L’eccessivo costo del programma spinse nel 2009 il Presidente Obama congiuntamente al Segretario alla Difesa Robert Gates a sospendere e cancellare il programma – causa anche fu la crisi economica che inflisse pesanti tagli alla difesa americana. Solo nel 2011 il GAO, Govenment Accountability Office, decretò che il motivo principale degli alti costi del programma fu l’assenza di flessibilità da parte delle richieste governative che obbligarono il produttore a rivedere tempi e costi compromettendo negativamente l’esito del programma. Gli elicotteri costruiti per il progetto furono venduti al Canada come parti di ricambio degli esemplari in servizio presso l’Aeronautica Militare canadese.

L’aereo bimotore da trasporto Alenia C 27J Spartan fu un successo, vinse di misura contro gli altri concorrenti del programma Joint Cargo Aircraft nel 2007. La macchina di produzione Alenia (Leonardo) è la migliore della sua categoria in grado di svolgere al meglio delle sue capacità tutte le missioni richieste – anche negli ambienti più difficili quali deserto, Antartide, catena andina, ecc. L’aereo fu favorito anche per la quasi totale compatibilità delle sue componenti con quelle del più grande quadrimotore C 130J Super Hercules. Ma a causa dei costi di gestione e l’ordine di 110 macchine venne bloccato a soli 38 esemplari, i quali inoltre vennero rapidamente dismessi sia dall’Esercito che dall’Aeronautica nel 2012 per depositarli nuovi presso il centro di stoccaggio della base aerea di Davis-Monthan, in Arizona. Questi aerei sono stati poi presi in consegna da altri Dipartimenti, Comandi ed Enti americani, in particolare, dalla Guardia Costiera.

La pistola Beretta M9 dopo più trent’anni di onorato servizio in tutti i conflitti americani post-1989 e prodotta ad Accokeek, nel Maryland, dal 1985, è stata sconfitta in una commessa per una fornitura decennale del  valore di 580,2 milioni di dollari dalla SIG Sauer P 320 di fabbricazione elvetico-tedesca.

L’aereo da addestramento Leonardo T 100 partecipa al concorso T-X del valore di 15 miliardi di dollari. Il velivolo è il più avanzato oggi in produzione in grado di traghettare i giovani piloti direttamente agli aerei di ultima generazione senza incontrare eccessive difficoltà. Infatti il Leonardo M 346, modello base del progetto americano, è stato selezionato da due importanti nazioni di riferimento per Washington, quali Israele e Singapore. Leonardo partecipa al programma tramite la controllata americana DRS, a seguito della rottura della collaborazione con la Raytheon, e si sta confrontando contro le due principali aziende del settore aeronautico americano, quali Boeing e Lockheed-Martin, una delle quali molto probabilmente uscirà vincitrice.

L’elicottero Leonardo MH 139 partecipa al concorso per il nuovo modello al servizio della United States Air Force, che dovrà servire per missioni di trasporto di alte cariche e supporto e protezione ai siti e reparti dotati di armi nucleari. L’industria italiana collabora assieme alla Boeing per cercare di accaparrarsi il notevole ordine di 84 elicotteri. L’obiettivo del Pentagono è di arrivare alla firma del contratto entro il prossimo anno, ed entro tre averne in servizio i primi esemplari.

La politica protezionistica del Presidente Trump mette a dura prova il Made in Italy in tutti i suoi settori, ma in ogni caso la possibilità di joint venture assieme a grandi colossi americani con i quali presentare al meglio i prodotti nazionali di punta, forti di notevoli numeri di export nella vetrina mondiale, potrà essere la carta vincente per poter continuare a vincere anche nel nuovo mondo, alla luce del forte impulso dato dalla nuova amministrazione negli investimenti a favore del Dipartimento della Difesa.

Stefano Peverati