Non si placa la corsa norvegese agli armamenti in chiave anti-russa

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La corsa norvegese agli armamenti contro la Russia continua imperterrita. Il regno scandinavo, trovandosi a diretto contatto con la Russia sia per terra che per mare, mantiene alti standard di aggiornamento nei vari settori delle forze armate, in particolare per garantire la sicurezza del nord Atlantico della flotta commerciale e rilevare la presenza di sommergibili russi. Proprio contro questa minaccia sono state fatte importanti acquisizioni sia aeree che navali.

Oslo è stata la prima nazione della Nato a reintrodurre la leva obbligatoria universale, uomini e donne devono prestare servizio per 19 mesi nelle forze armate – decisione presa in virtù dell’aumento della tensione tra Alleanza Atlantica e Russia, seguita da altre nazioni della regione. L’alta tensione ha portato gli Stati Uniti ad inviare un distaccamento di 300 Marines presso il regno scandinavo come deterrente. Le unità sono schierate presso la base di Vaernes, a 1500 km dal confine russo.

Il governo di Oslo è molto attento alla propria componente militare: l’esercito presenta in servizio le più moderne armi individuali di fanteria, quali i fucili d’assalto di costruzione tedesca Heckler&Koch HK 416, ed è in corso un massiccio aggiornamento del parco mezzi in particolare i mezzi blindati e corazzati.

La Reale Marina Militare è una delle più moderne ed avanzate al mondo con battelli che presentano avanzate innovazioni ingegneristiche e tecnologia con un età media del naviglio inferiore ai dieci anni. Elemento di punta sono le cinque fregate Fridtjof Nansen con capacità anti-sommergibili e missilistiche. Costruite presso i cantieri navali Navantia di Ferrol, Spagna, portano i nomi di famosi esploratori norvegesi. Inoltre le forze navali hanno appena terminato il concorso per la sostituzione dei sei sommergibili classe Ula, in servizio dal 1989 e basati su un progetto tedesco, che ha visto come vincitrice la Thyssen-Krupp con la classe U 212 progetto italo-tedesco in servizio presso entrambe le marine dei due paesi costruttori. Questi nuovi sommergibili entreranno in servizio nel 2019 e continueranno a svolgere il ruolo eccellentemente svolto dagli Ula di controllo ed intercettazione dei sommergibili russi in transito dalla penisola di Kola verso l’Atlantico, che però entrano illegalmente nelle acque nazionali.

Le Reali Forze Aeree in pochi anni hanno completamente cambiato il proprio volto. Gli storici F16 in servizio da fine anni ’70 hanno iniziato il processo di sostituzione con i moderni F35 Lightning II arrivando così alla quinta generazione. La componente ad ala rotante ha visto l’immissione in servizio di più moderni elicotteri di produzione europea quali il multinazionale NH 90 e l’italiano HH 101. Queste due macchine molto versatili saranno il nervo del soccorso e delle operazioni fuori aerea di Oslo per i prossimi decenni. Infine l’ultimo importante acquisito è l’aereo da pattugliamento marittimo con capacità anti-sommergibile e anti-nave Boeing P 8 Poseidon con il quale saranno sostituiti i veterani P3 Orion. Questi aerei assieme alle forze navali già citate saranno il nucleo della sicurezza delle acque nazionali.

Queste innovazioni hanno suscitato la soddisfazione dell’ex-Primo ministro Jens Stoltenberg, ora Segretario Generale della Nato, evidenziando come la nazione pur investendo solo l’1,4% del Pil invece del 2% richiesto mantenga alti livelli. In questo lembo di terra della penisola scandinava occidentale, dopo i fatti che hanno interessato la Crimea e il Donbas, è tornato un clima di guerra fredda con la sempre più frequente rilevazione di unità aeronavali risse nei cieli e nei mari nazionali. La nazione leader nel Welfare State sta mostrando i muscoli come pochi. Che possa diventare anche leader europeo nel Warfare State?

Stefano Peverati