OBAMA PRETENDE CHE L’EUROPA SALVI ATENE PER EVITARE PUTIN

Nella vicenda greca scende in campo Obama che, con la benedizione di RaiNews, si indigna per l’incapacità europea di risolvere i problemi di Atene. RaiNews e Obama ordinano di salvare la Grecia, di offrirle altri prestiti, di ignorare i problemi strutturali del Paese. Naturalmente tutti possono esprimere il loro pensiero, mica siamo la signora Boldrine che vuol censurare chi non la apprezza. Ma se Obama fa logicamente i propri interessi, e’ vergognoso l’appiattimento RaiNews. Perché, se si vuol fare informazione e non propaganda, sarebbe il caso di ricordare al presidente Usa che la crisi europea generale nasce grazie agli USA. Possibile che, a RaiNews, nessuno ricordi Lehman Brothers? I mutui subprime che hanno innescato la crisi mondiale? Macché, tutto dimenticato. La crisi europea e’ nata per caso e gli americani non hanno responsabilità. Neppure per le agenzie di rating che hanno approvato i bilanci falsi di Atene. D’altronde non ci si può aspettare correttezza di informazione da chi plaudiva al Grigiocrate Monti ed alla Fornero. E sfugge, ai grandi pensatori della dis informazione italiana, che l’intervento di Obama non sia stato dettato dallo spirito caritatevole ed umanitario del premio Nobel per la Pace e per i Droni. Ad Obama ed agli americani non frega assolutamente nulla dei greci, della loro povertà. Obama vuole che l’Europa salvi, a spese proprie ovviamente, una Grecia fallita solo per evitare che Atene cada tra le braccia dei russi. La Grecia e’ un Paese della NATO e non può amoreggiare con Mosca. Ma se le ragioni sono queste, se gli Stati Uniti hanno bisogno di un alleato nel Mediterraneo (più che un alleato, vogliono un Paese di servi), provvedano loro a pagare i debiti ed anche a fornire nuovi prestiti. Che, ovviamente, non potranno mai essere ripagati. Troppo comodo indignarsi per scaricare gli oneri sull’Europa. Certo, farebbe comodo agli USA un’Europa più povera, obbligata ad accettare i vergognosi trattati commerciali che distruggerebbero (e distruggeranno) le economie dell’Europa del Sud. Perché, a quel punto e con quei trattati, tutta l’Europa meridionale finirebbe nell’orbita di Washington, senza alcuna possibilità di liberarsi dal giogo americano. Ma il bugiardissimo e la sua corte sono pronti a firmare qualunque cosa. Quando gli altri, quelli che contano e che portano avanti le trattative, sottoporranno all’Italia il testo da firmare senza commenti. Come se si fosse alla direzione del Pd.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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