OMICIDIO MEREDITH. SI ASPETTA L’ESTRADIZIONE DI AMANDA

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È stato notificato nelle prime ore del mattino il divieto di espatrio a Raffaele Sollecito. Secondo quanto appreso, Sollecito è stato raggiunto da agenti della squadra mobile di Firenze e di Udine vicino al Tarvisio,  nei pressi del confine austriaco. Sollecito lo aveva raggiunto nel primo pomeriggio di ieri in attesa della sentenza.  In serata Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati condannati a, rispettivamente, 28 anni e sei mesi e 25 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel 2007.

Amanda ha invece seguito il processo dalla sua casa a Seattle, non è stata disposta nessuna misura cautelare. Si deve vedere se verrà richiesta l’estradizione.

In cosa consiste? Uno Stato consegna ad altro Stato un soggetto che si trova nel suo territorio affinché questo possa essere sottoposto a giudizio, parleremo allora di estradizione processuale, o all’esecuzione di una pena già comminata in modo irrevocabile, quindi estradizione esecutiva,  nello Stato che chiede l’estradizione.

Solitamente è condizionata  al requisito della c.d. doppia incriminazione: significa che il fatto oggetto del procedimento penale per cui si domanda l’estradizione deve essere previsto come reato sia dalla legge penale italiana che da quella straniera.

Amanda Knox ha, come unica possibilità,  il diritto di avviare un’azione legale contro la sua estradizione.

Negli Stati Uniti, dopo l’eventuale richiesta di estradizione avanzata dall’Italia, tocca al dipartimento di Stato chiedere al ministero della Giustizia di procedere all’arresto della ragazza ed avviare le procedure di estradizione. Sarà quindi il Ministero degli Esteri statunitense a decidere se rispettare gli accordi internazionali o meno, l’unica possibilità per evitare il carcere potrebbe consistere nell’affermare che il processo non si sia basato su solidi criteri di giustizia, ma dovrebbe avere degli elementi davvero forti per bloccare un’estradizione.

Uno potrebbe essere quello che si basa sul principio giuridico che un imputato non può essere processato due volte con la stessa accusa.

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