Le elezioni parlamentari in Ungheria hanno certificato la vittoria del presidente uscente Viktor Orban. La coalizione composta dal partito di destra Fidesz e il centrodestra cattolico del KDNP ha infatti raggiunto quasi il 50% dei voti – 49,52% – ottenendo circa i due terzi del parlamento.

Travolta la coalizione di centrosinistra che vedeva uniti socialisti e progressisti: la squadra intorno a Gergely Karacsony è stata relegata a una posizione di assoluta minoranza, toccando a malapena il 12%. Ottimo il risultato di Jobbik, il partito antieuropeista e di estrema destra che raggiunge il 20%. Chiudono il quadro i liberali al 5,36% e i verdi al 6,58%.

Una sfida in cui non si è proprio avuta partita, con un centrodestra a forte trazione nazionalistaconservatrice, se si considera che le posizioni di Fidesz e Jobbik non sono poi così lontane. Un 70% di elettorato per la destra è un sintomo di una sinistra sempre più incapace di aggregare intorno ai suoi ideali quel popolo che, inevitabilmente, la condanna alle urne.

Il risultato negativo della sinistra ha pesantemente condizionato anche le reazioni di stampa e politica italiana di questa mattina, con Enrico Mentana che ha commentato così sul suo profilo Facebook: “Un’ombra molto scura si allunga sull’Europa da Budapest: il partito Fidesz del premier Orban avrebbe stravinto le elezioni ungheresi. Si parla di 134 seggi sui 199 del parlamento, oltre la barra dei due terzi, con la possibilità di far passare ogni tipo di legge, comprese le modifiche alla costituzione“.

Dai toni decisamente più gioiosi le opinioni di AlemannoMeloni. La leader di Fratelli d’Italia, che proprio con Orban si era incontrata prima delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, ha dichiarato quanto segue: “I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orban alla guida dell’Ungheria. Difesa dell’identità, lotta all’islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d’Italia vuole seguire anche in Italia“.

Il leader del Movimento Nazionale per la Sovranità ha invece deriso così il risultato della sinistra: “Orban vince ancora: l’Ungheria sceglie ancora una volta la #Sovranitànazionale. E alla sua destra arrivano al 20% i nazionalisti di Jobbik, mentre la sinistra è ridotta a niente. Che cattivi questi ungheresi… scelgono ancora il lavoro e la dignità nazionale!“.

Il risultato si aggiunge a una lunga lista di competizioni elettorali in cui il ritornello è una destra sempre più tesa al populismo capace di infervorare le piazze e di raccogliere voti e di una sinistra, spesso “liberal” – nell’accezione americana del termine – ridotta ai minimi termini. Un dato interessante in vista delle elezioni europee del 2019, dove la potenzialità di gruppi populisti e antieuropeisti potrebbe essere davvero enorme.