Parigi. Giulio Terzi: “La minaccia per l’Italia è la Libia”

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Giulio Terzi, Ambasciatore ed ex Ministro degli Esteri, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo”, condotta da Fabio Stefanelli, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“La Francia -ha affermato Terzi- è da prendere come esempio per la partecipazione politica da parte di tutti i partiti in questa situazione di emergenza. Hollande ha ricevuto la leader del maggiore partito d’opposizione Marine Le Pen ed è stato a colloquio con lei per ore. La Le Pen ha posto precise condizioni per il suo sostegno politico: la riattivazione dei controlli alle frontiere, un ristabilimento della sovranità ai confini, un forte rafforzamento del sistema di sicurezza e di ordine pubblico. E’ l’unione sacra di tutte le forze politiche in un Paese che si trova esposto ad una minaccia così forte. Questo dato dell’unione delle forze politiche dovrebbe essere preso a modello anche dall’Italia, in modo che si dia il senso di unità di visione nelle misure per contrastare questa ondata di terrore”.

“L’Italia -ha spiegato Terzi- è meno esposta della Francia alla minaccia terroristica per una serie di motivi: ci sono comunità radicalizzate meno diffuse, quartieri che non sono enclave così pronunciate come da decenni esistono in Francia, dove il sistema di integrazione ha creato maggiore emarginazione e rifiuto dei valori occidentali. Ma l’Italia ha una minaccia non da poco che è rappresentata dalla Libia. L’Isis ha attuato operazioni terroristiche soprattutto in Siria e in Iraq, ma subito dopo viene la Libia. Proprio nelle ore in cui stava avvenendo il massacro in Francia, era già partita un’operazione americana per andare a colpire un nucleo terroristico nella zona di Tripoli”.

“La minaccia sulla costa libica è molto seria per l’Italia -ha aggiunto Terzi-. Non sappiamo quanti personaggi sospetti possano essere sbarcati in questo flusso di migranti mai identificati, arrivati l’anno scorso. Per l’Isis il punto fondamentale è creare divisione politica tra gli europei per cercare di favorire quella destabilizzazione dell’Europa che parte del mondo salafita residente in Europa auspicano”.

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