PUTIN FERMA IL GASDOTTO SOUTH STREAM

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Vladimir Putin reagisce alle sanzioni europee e cala il suo personale asso: addio al gasdotto South Stream. Così se ne vanno in fumo, non solo miliardi euro, ma anche notevoli possibilità di accrescere le potenzialità del Continente di approvvigionamento energetico. Ecco la parole pesanti del capo del Cremilino:  “se Bruxelles non vuole lo sviluppo del progetto , be’ non sarà sviluppato”. Putin  non usa mezzi termini: “L’atteggiamento della Commissione europea è stato controproducente», ha detto riferendosi al blocco del progetto imposto a seguito delle sanzioni dopo la crisi in Ucraina. La Bulgaria, pressata dall’Ue, non ha ancora dato il permesso al passaggio del gasdotto sul proprio territorio”.

Nelle stesse ore il vice ministro degli Esteri Alexei Meshkov ha dichiarato ai giornalisti russi che nelle relazioni con la NATO non è stato ancora superato il “punto di non ritorno”.

Ha sottolineato che aumentare la tensione non è nell’interesse di entrambe le parti. Allo stesso tempo, ha dichiarato che il Ministero degli Esteri russo è pronto a cooperare attivamente sulle reali minacce alla sicurezza globale.

Questa settimana a Bruxelles si terrà una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi della NATO. Tradizionalmente, in questi giorni aveva luogo anche una riunione del Consiglio Russia-NATO, ma ora l’attività della struttura è sospesa a causa degli avvenimenti in Ucraina.

 

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