RENZI DOMINA DOWNING STREET

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Immediata intesa tra Matteo Renzi e il Premier britannico David Cameron, ieri incontratisi per una conferenza stampa direttamente a Londra.  Tra i temi discussi, una “nuova” Europa è sicuramente al centro degli interessi del Premier italiano. Bisogna cercare di lavorare verso “un’Europa diversa, lottando contro chi ha paura di cambiare“. Stop ad un’ Europa focalizzata sulla “burocrazia assoluta“. Al termine del faccia a faccia ha sottolineato l’importanza per l’UE di poter annoverare ai suoi ranghi il Regno Unito, in quanto in Europa sarebbe “assolutamente fondamentale”.

Renzi ha incontrato anche nella sede dell’Ambasciata Italiana, il segretario del partito laburista Ed Miliband. In seguito ha partecipato alla celebrazione dei 150 anni dalla visita di Giuseppe Garibaldi in Italia, alla presenza del sindaco di Londra Boris Johnson. In serata, poi, si è presentato all’inaugurazione della mostra “The Glamour of Italian Fashion 1945 – 2014” al Victoria & Albert Museum, definendosi “onorato” come premier. All’esterno del museo, davanti ad una folla di circa 30 protestanti, ha commentato semplicemente, come sempre con quel sorriso sornione: “è la democrazia“.

MATTEO SPEAKS ENGLISH

Davvero ammirevole è stata la performance dimostrata dal Premier italiano a Londra. Ha sostenuto l’intera conferenza in lingua inglese, senza mai battere ciglio. E’ evidente che, esattamente come ogni ex Presidente italiano, non era affatto padrone della lingua, ma forse per la prima volta in situazioni analoghe, l’Italia non ci ha rimesso la faccia.

Basti ricordare lo “Spaghetti Like English” di Silvio Berlusconi, a svariati incontri, all’ONU e con l’allora presidente Bush.  Renzi invece, seppur non abbia dimostrato una vera e propria padronanza della lingua (requisito che non gli viene assolutamente richiesto, si ricorda che è un Premier, non un insegnante d’inglese), si è difeso egregiamente. Il Premier, come Berlusconi, pare abbia imparato la lingua inglese non di certo a scuola: ha frequentato un Liceo Classico. Il metodo di apprendimento preferito dai politici italiani, è il cosiddetto “metodo Shenker“. Ideato attorno agli anni ’70, si tratta di un metodo di apprendimento basato su un approccio completamente multimediale. La “lezione” è ascoltata tramite (oggi) un file mp3, oppure (ieri) sulle beneamate musicassette, ed è accompagnata da un libro, presumibilmente di grammatica, con gli esercizi da svolgere. Se è un metodo valido o no, è tutto da chiarire, ma sta di fatto che con Matteo Renzi (se lo ha usato) ha sicuramente funzionato.

Andrea Gelich

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