Rublo ai minimi per il 2015

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Come si evince dai dati della Borsa di Mosca, oggi, 28 dicembre, il rublo ha toccato il suo picco minimo per l’anno 2015: 79,11 rubli all’euro e 72,07 rubli al dollaro USA. La causa di tale disagio economico russo sembrerebbe radicata nell’odierna situazione sul mercato degli idrocarburi.

In America si è verificato un aumento nell’offerta, come spiegano i dati del Dipartimento dell’Ergia degli Stati Uniti sulle riserve di petrolio del paese. Di conseguenza, la sera del 27 dicembre, il prezzo al barile di Brent si è abbassato a 37 dollari, sfiorando il suo minimo storico.

Le cause restano tuttora inspiegabili. Potrebbe forse trattarsi di una conseguenza al presunto contrabbando di greggio attuato ultimamente dai ribelli dell’ISIS a mettere in ginocchio l’economia russa sul mercato mondiale e costringere gli industriali petroliferi americani ad abbassare i prezzi del proprio prodotto?

Intanto il prezzo del petrolio in Russia è sempre più basso, rasenta i 2,7 mila rubli che equivalgono a 34 euro circa. Ciononostante, c’è chi resta fiducioso. “Siamo in attesa di un rimbalzo del petrolio a 40 dollari e di un ritorno al contrassegno dollaro-rublo al di sotto dei 70 rub nei prossimi giorni. Ci aspettiamo che nel 2016 il prezzo medio della marca Brent sia di $ 50 per barile, in questo modo il rublo potrà godere di un grande potenziale di crescita. Inoltre, fino a poco tempo fa il dollaro era ai suoi pluriennali massimi in ogni genere di attività, sia per le materie prime che per le valute. È tempo per un’inversione di trend a medio termine”, sostiene Aleksei Mikheev della banca VTB 24.

D’altro canto, però, “Nel mercato valutario della Federazione Russa non si prospetta alcuna significativa volatilità del rublo”, dice Oksana Lukicheva della società Otkrytie Broker, “continuerà a fluttuare nel range di 60-70 rubli al dollaro”.

Di Alessandra Schirò

[photocredit to: ria.ru]

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