ANCORA SCONTRI: LIBIA SULL’ORLO DELLA CATASTROFE

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E’ rimasto inascoltato l’appello di un cessate il fuoco in Libia lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Tutte le milizie si devono ritirare dalle città libiche, dagli aeroporti e dalle sedi governative per consentire agli organi legittimi di lavorare. Chiediamo a tutti i gruppi di fermare i combattimenti: gli attacchi a Bengasi del generale Khalifa Haftar devono cessare, così come le azioni di Ansar al Sharia”.

Nel fine settimana sono infatti scoppiati diversi scontri nella regione di Kakla, a ovest di Tripoli. Il bilancio dei combattimenti tra milizie islamiche e gruppi rivali è di almeno 23 morti e oltre 40 feriti. I combattimenti a Kakla rientrano in una lotta di potere in corso fra una milizia islamista e gruppi anti islamisti, ai quali la milizia ha sottratto il controllo dell’aeroporto di Tripoli cacciandoli dalla capitale libica. Alcune testimonianze locali riferiscono che gli scontri stanno ancora proseguendo, ma con minore intensità.

Secondo stime Onu, sono almeno 100.000 gli sfollati a causa degli scontri a Tripoli, mentre altre 150.000 persone hanno lasciato il Paese.

Lo scorso 29 settembre il rappresentante speciale per la Libia e capo dell’Unsmil, Bernardino Leon, era riuscito a portare allo stesso tavolo i partiti rivali che si erano detti disposti ad avviare un processo politico.

Il parlamento libico uscito dalle urne il 25 giugno scorso, dominato dagli anti-islamisti, è stato riconosciuto dalla comunità internazionale, ma viene contestato da una coalizione di milizie che controlla Tripoli, e dagli islamisti stabilitisi a Bengasi.

La scorsa settimana, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha minacciato sanzioni contro chi respinge la pace in Libia. La Farnesina ha sottolineato che è l’unica che possa garantire alla Libia un futuro di pace e impedire lo sgretolamento del Paese.

La Libia è sull’orlo della catastrofe”, una catastrofe che sarebbe tale per il Paese, la regione e la comunità internazionale. “L’Italia è pronta a stare al fianco del popolo libico. Bisogna salvare la Libia da un destino che non merita”. E’ l’appello lanciato alle parti dal ministro degli Esteri, Federica Mogherini, in visita a Tripoli per partecipare all’apertura della seconda sessione di dialogo politico in Libia, avviato a fine settembre sotto l’egida delle Nazioni Unite per cercare di riportare stabilità nel Paese.

La missione in Libia, alla vigilia della riunione al Cairo dei donatori di Gaza, non era stata annunciata.

Marianna Di Piazza

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