L’eroismo degli specnaz russi in Siria

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Sono qua, colpitemi!“, sono probabilmente queste le parole pronunciate da uno specnaz, soldato d’élite russo,  che ha sacrificato la sua vita assieme a quella di un gruppo di soldati dello Stato Islamico. Lo scenario è quello di Palmira, una città millenaria sconvolta dalla guerra da ormai un anno e che ha visto solo in questi ultimi giorni la sua liberazione dai tagliagole.

Il soldato russo, come ha affermato il Ministero della Difesa, era stato identificato da truppe dello Stato Islamico: da lì iniziò un feroce scontro a fuoco. Lo specnaz in pochi minuti era circondato da numerosi terroristi, che giungevano dalla roccaforte e che continuavano a stringere il cerchio verso la sua posizione. I russi non hanno squadre di estrazione rapida in zona.

Considerando la superiorità numerica delle forze ostili, la prossimità delle suddette così come la consapevolezza dei sistemi terra-aria presenti a difesa di Palmira, una missione di salvataggio si sarebbe potuta trasformare in un bagno di sangue per i russi. Ne era ben consapevole lo specnaz che, solo dopo aver esaurito le munizioni, ha comunicato ai caccia russi in volo di non avere scelta: le forze speciali russe non sono autorizzate a farsi catturare vive dal nemico.

Il Cremlino l’ha celebrato come un eroe: probabilmente sarà insignito del titolo di Eroe della Federazione russa. Il titolo, a partire dal 1992, ha sostituito quello dell’Unione Sovietica che era assegnato a numerosi militari distintisi in conflitti come la Seconda Guerra Mondiale e quello in Afghanistan negli anni ’80.

Il coinvolgimento russo nella guerra civile siriana ha comunque fortemente limitato l’espansione dello Stato Islamico all’interno del Medio Oriente e al contempo ha rilanciato una Nazione all’interno dello scenario politico internazionale, dopo la sconfitta sovietica in Afghanistan e il conseguente crollo dell’Unione Sovietica nel 1991.

La Siria ha visto operare sul suo territorio reparti d’élite, come gli specnaz, già molti mesi prima dell’ingresso della Russia in guerra. Dal 30 settembre a oggi, il Cremlino ha schierato elementi del Vympel, specializzati nello spionaggio e nella raccolta d’informazioni e operatori della Voenno-Morskoj Flot Rossijskoj Federacii.

Per quanto riguarda queste particolari truppe russe, si ricordi che fin dagli anni ’30 erano state elaborate teorie in merito all’uso di reparti che si contraddistinguevano per l’uso di tattiche di guerriglia. Furono usate nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel Conflitto afgano, ma anche in delicate situazioni politiche quali la Guerra Civile in Tagikistan negli anni ’90 e la Primavera di Praga nel 1968.

La particolarità dell’esercito russo vede questi distinti in tre gruppi, riconoscibili in base alla loro funzione. Alcuni di loro sono inquadrati all’interno delle Forze armate, altri nei servizi segreti di Mosca e, infine, un ultimo gruppo di specnaz sono inquadrati come forze dell’ordine.