TURCHIA, ERDOGAN VINCE LE AMMINISTRATIVE: “DEMOCRAZIA PIU’ FORTE”

0
25

Sarà una “democrazia più forte” quella che promette di costruire il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan all’indomani della vittoria del suo Akp alle elezioni comunali, dove il Partito di Giustizia e Sviluppo ha conquistato il 47% dei voti contro il 27% del suo principale rivale, il Partito del popolo repubblicano.

Nonostante gli scandali e le rivelazioni compromettenti degli ultimi mesi, il “sultano” è riuscito a vincere il voto della sopravvivenza politica e ad evitare di chiudere la sua finora inarrestabile cavalcata politica.

Subito dopo lo spoglio, davanti a una folla riunita presso il quartier generale dell’Akp ad Ankara, il premier ha avvertito che chi ha “tradito” la nazione pagherà.  Coloro che stavano complottando per un suo rovesciamento “cercheranno di scappare domani”, ha continuato Erdogan, “ma pagheranno per quello che hanno fatto”.

Secondo i dati definitivi pubblicati questa mattina dalla Tv privata Ntv, il suo partito Akp ha conservato Istanbul e Ankara. Infatti, sono stati confermati i sindaci delle due principali città, Melih Gokcek (Ankara) e Kadir Topbas (Istanbul), rispettivamente per il quinto e il terzo mandato consecutivo.

Per la prima volta tre donne sono state elette sindaco di altrettante città metropolitane. Si tratta della candidata del partito di governo Akp, Fatma Sahin, eletta sindaco di Gazantiep, nella sudest del Paese, di quella del Partito della Pace e della Democrazia, Gultan Kisanak, eletta a Diyarbakir, e della candidata del Partito del Popolo repubblicano nella provincia di Aegean Ozlem Cercioglu, eletta sindaco di Aydin.

Erdogan ha subito ringraziato i cittadini per aver “rivendicato la lotta per la libertà nella nuova Turchia, vi siete impegnati per gli ideali della Turchia, per la politica, il vostro partito e il vostro primo ministro”. Infine un ringraziamento ai suoi sostenitori in Medioriente, nei Balcani e in Europa, “i cui cuori battono come i nostri e stanno celebrando questa vittoria con il nostro stesso entusiasmo”.

“Erdogan è ferito mortalmente, ha scritto prima del voto il politologo Ahmet Insel, ma non cadrà subito”. Le elezioni gli hanno dato ragione: quella del premier turco è stata una “grande vittoria” elettorale.

Si tratta infatti delle prime votazioni dopo le proteste della scorsa estate di Gezi Park, a Istanbul, precedenti lo scandalo della “Tangentopoli sul Bosforo”. Dopo 11 anni di successi e di potere incontestato del governo, il 17 dicembre esplode la tangentopoli turca, che coinvolge decine di nomi eccellenti. Erdogan denuncia un tentativo di golpe degli ex alleati della confraternita islamica di Fetullah Gulen, lancia purghe di massa in polizia e magistratura per insabbiare le inchieste. Fa votare a passo di carica leggi liberticide per controllare il sistema giudiziario e imbavagliare internet. Blocca YouTube e Twitter. Ma le registrazioni compromettenti lo inseguono così come le accuse di corruzione, nepotismo e gestione opaca del potere.

La posta in gioco per Erdogan era molto alta: non solo le poltrone da sindaco, ma anche la possibilità di vincere le elezioni presidenziali di agosto. Il sultano non è affondato come molti in Turchia e fuori speravano, anzi, la sua cavalca continua più forte che mai. “Fate sì che tutti i 77 milioni sappiano che oggi ha vinto la Turchia. Rendiamo la democrazia più forte”, ha annunciato vittorioso.

Marianna Di Piazza

Comments

comments