UCRAINA TRA UE E RUSSIA. BARROSO: LAVORARE INSIEME

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Terminata la rivoluzione, in Ucraina è ora tempo di trovare una soluzione durevole. Dopo gli ultimi tre giorni intensi nei quali il paese ha deposto Viktor Yanukovich, ha cambiato premier, governo e lingua ufficiale (ucraino e non più russo), bisogna mettere in atto le misure per la stabilizzazione della situazione economica.

Il ministro delle Finanze ad interim Iuri Kolobov ha affermato che “l’ammontare degli aiuti macroeconomici di cui ha bisogno l’Ucraina potrebbe raggiungere i 35 miliardi di dollari nel 2014-2015. Abbiamo proposto ai nostri partner occidentali di organizzare una grande conferenza internazionale dei finanziatori”, per affrontare il problema.

L’Unione Europea sarebbe pronta a sostenere l’Ucraina con un finanziamento da 20 miliardi di euro dopo la formazione di un nuovo governo, ha sostenuto il presidente della Commissione degli Affari Esteri Elmar Brok. L’Alto rappresentante Ue Catherine Asthon, a Kiev per incontrare i vari leader politici, e il commissario agli affari economici Olli Rehn hanno avuto contatti con la Bei e il Fmi, ma gli aiuti “sono legati ad un programma di riforme” che il paese dovrà impegnarsi a portare avanti, “condizione” questa “importante anche per il Fmi”, ha fatto sapere il portavoce di Bruxelles. Brok ha poi aggiunto che l’assistenza dell’Unione fornirà all’Ucraina le migliori condizioni economiche e questo sarà il primo passo verso un accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea.

L’attuale situazione in Ucraina “rappresenta una minaccia per i nostri interessi e per la vita dei nostri cittadini”, ha affermato il premier russo Dmitri Medvedev spiegando così le ragioni del richiamo dell’ambasciatore russo a Kiev. Inoltre sono stati congelati i 15 miliardi di aiuti promessi dalla Russia in attesa di capire gli sviluppi della vicenda. “La legittimità di alcuni organi istituzionali” dell’Ucraina “suscita forti dubbi”, ha aggiunto Medvedev, “la gente armata e a volto coperto non è un partner con cui poter dialogare. Non c’è nessuno con cui trattare” a Kiev.

Mosca minaccia di aumentare i dazi doganali nel caso in cui Kiev si dovesse avvicinare all’Unione Europea. “Noi diciamo all’Ucraina: avete il diritto, ovviamente, di scegliere la vostra strada ma in questo caso saremo costretti ad aumentare le tariffe sulle importazioni”, ha avvertito il ministro dell’Economia russo Alexei Oulioukaev, in merito all’accordo di associazione con Kiev offerto dall’Unione.

“La Russia lavori costruttivamente con noi per garantire un’Ucraina unita” che sia “elemento di stabilità” per l’Europa e “abbia buone relazioni con i vicini a est e ovest”. E’ l’appello lanciato dal presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso parlando alla plenaria del Parlamento europeo, affermando che la priorità è rispettare “l’unità territoriale del paese”. L’Europa sta lavorando con i partner internazionali per trovare i modi per “sostenere economicamente” l’Ucraina, ha aggiunto.

Intanto il ministro dell’Interno ad interim Arsen Avakov ha annunciato che ai danni dell’ex presidente Yanukovich è stato emesso un mandato di cattura. Il presidente deposto è stato avvistato per l’ultima volta in Crimea. Il ministro Avakov ha comunicato sul Facebook che “è stata aperta un’inchiesta per uccisioni di massa di civili. L’ex presidente e altri funzionari sono stati inseriti nella lista dei ricercati”.

Marianna Di Piazza

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