WEST VIRGINIA SENZA ACQUA POTABILE : IL PRESIDENTE NE VIETA L’UTILIZZO

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Da giovedì lo scenario che si presenta nel West Virginia, in America, è questo : persone in fila per la  distribuzione dell’acqua e scaffali dei supermercati svuotati completamente di ogni tipo di bevanda.

Tutto ciò accade perché dai rubinetti fuoriesce acqua avvelenata da una sostanza chimica altamente nociva identificata come “metanolo 4-Methylcyclohexane”, solvente utilizzato per il trattamento del carbone. Da quanto risulta, la sostanza chimica ha contaminato non solo il fiume Elk, che attraversa la capitale Charleston, ma anche gli impianti di trattamento delle acque a causa di una perdita di sostanze chimiche nocive di una cisterna della fabbrica Freedom Industries, sita sulla riva dell’ Elk River.

Oltre 300.000 famiglie, in nove contee differenti, sono senza acqua potabile : il Presidente Barack Obama ne ha vietato l’utilizzo sia per lavarsi, sia per lavare le stoviglie dopo che più di 800 abitanti hanno necessitato di cure ospedaliere perché accusavano malori di vario genere (nausea, mal di testa e irritazioni della pelle) dopo esserne venuti a contatto. Il Presidente ha quindi ordinato alla Guardia Nazionale di inviare delle autocisterne, per sopperire alla mancanza d’acqua e distribuirla ai cittadini e ha chiesto anche l’aiuto della Homeland Security, le forze della sicurezza nazionale. Le autorità locali continuano a lanciare appelli : “ Non bevete l’acqua corrente e non usatela per lavarvi” ripete incessantemente il sindaco della città.

Oltre al danno economico creato, non ancora stimato, ma sicuramente ingente, non si sa quando la situazione potrà tornare nella norma, e quindi quando le persone potranno ricominciare ad utilizzare i rubinetti di casa.

Nel frattempo, il manager dell’industria che ha creato l’avvelenamento,è sotto accusa, non solo per la fuoriuscita del solvente, ma anche per non aver dato immediatamente l’allarme alle autorità. Sulla vicenda è stata anche aperta un inchiesta federale per verificare i responsabili e formulare le accuse penali, ed è stato ordinato alla Freedom industries di svuotare la cisterna incriminata.

Le analisi dell’acqua comunque continuano senza sosta, per capire in che quantità il solvente nocivo sia presente.

Cecilia Capurso

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