BILANCIO 2014 IN ROSSO: LE FOLLI SPESE DELL’UNIONE EUROPEA

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“Predicare la morale è facile, difficile è fondarla”. Frase che ben si addice al comportamento dell’Unione Europea, la quale in un periodo di crisi economica come quello attuale, impone sacrifici, severità, fiscalità e tagli, ma non riesce alla fine a dare il buon esempio.

Per scoprire come la Commissione Europea investe i fondi comunitari, basta dare uno sguardo alle pagine del Bilancio annuale, che attualmente è in rosso e presenta un buco di 26 miliardi di euro.

Gli Stati membri ogni anno chiedono soldi all’UE per far ripartire l’economia, ma dall’altra parte non arrivano i finanziamenti necessari per gli stessi progetti che in precedenza sono stati voluti e approvati.

Dove finiscono quindi molti soldi? Le cifre che emergono sono esorbitanti e le spese dell’UE sono folli. Nel 2014 la Commissione ha utilizzato 138 miliardi di euro solamente per mantenere il personale delle varie sedi istituzionali e 127 milioni di euro per le sedi nei vari stati membri. Molto denaro viene speso anche per i due Parlamenti: quello di Bruxelles (dove per 20 giorni si svolgono le riunioni delle commissioni) e quello di Strasburgo (dove i deputati si riuniscono una settimana al mese per le sessioni plenarie), che costa 180 milioni l’anno. Inoltre, 65 milioni vengono consumati per mantenere la sede del segretario generale di Lussemburgo.

È vero che anche l’Italia, quando si tratta di risparmi, avrebbe bisogno di una buona cura, ma la burocrazia dell’UE non scherza e costa agli italiani 5,5 miliardi di euro l’anno. Nel decennio 2003-2013 i versamenti dell’Italia all’Europa erano pari a 160 miliardi di euro e in cambio ne vennero ricevuti circa 100 miliardi: una bella differenza, che equivale a circa 5 miliardi e mezzo ogni 12 mesi.

L’Europa arricchisce i suoi 766 deputati, spende 2 milioni e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni li destina al centro fitness del Parlamento di Bruxelles, finanzia 139 sedi nel mondo con più di 5000 addetti (di cui 33 stanno alle isole Fiji, 37 alle Mauritius e 44 ai Caraibi) con un costo totale di 524 milioni di euro.

L’UE dispone anche di risorse per finanziare la Casa della Storia europea, che sarà inaugurata nel 2015: 31 milioni serviranno per la ristrutturazione dell’edificio, 15 per l’allestimento scenico e 11,5 milioni l’anno per mantenerla in attività.

La Commissione europea, anche a causa di tutte queste spese, non trova le risorse destinate alla politica estera, che ammontano a poco più di 723 milioni di euro; dispone inoltre di poco più di un miliardo di euro per stanziamenti, aiuti umanitari,  monitoraggio dei progetti, sviluppo delle iniziative necessarie per migliorare l’organizzazione e la cooperazione con gli Stati non appartenenti all’UE.

di Francesca Lavagna

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