CHARLIE HEBDO. MARINE LE PEN AVVERTE CHE NON E’ TERRORISMO MA FONDAMENTALISMO

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“La violenza dei kalashnikov non svilirà i nostri valori europei”, ha promesso il Presidente del Parlamento Martin Schulz, dopo aver letto i nomi delle 17 persone uccise negli attacchi della scorsa settimana contro Charlie Hebdo e un supermercato ebraico. Alla fine del minuto di silenzio, si sono espressi anche i gruppi politici del Parlamento.

Molti fra gli oratori hanno visto la grande manifestazione di solidarietà dimostrata da milioni di cittadini in tutta Europa e in tutto il mondo come una rinascita e una riaffermazione dei valori fondamentali dell’Europa.

“Questi 17 vignettisti, giornalisti, poliziotti, impiegati e comuni cittadini ebrei sono stati uccisi perché rappresentavano quanto i fanatici non possono tollerare: critica, umorismo, satira e libertà di parola”, ha detto Schulz. “Non dobbiamo permettere che la paura, l’antisemitismo, l’islamofobia o l’odio eroda i valori che ci definiscono: la libertà di parola e la libertà di stampa, la tolleranza e il rispetto reciproco”, ha esortato il Presidente del PE.

Alain Lamassoure (PPE, FR) ha elogiato i milioni di cittadini che hanno invaso le strade in uno “tsunami di umanità”, come “un grido formidabile di fraternità per tutti i popoli d’Europa. “L’11 gennaio 2015 è la data di nascita di un’Europa dei popoli (…), unita nei suoi valori e contro l’odio”, ha detto il deputato francese, aggiungendo che: “il primo valore dei diritti universali pronunciato dagli europei è la pace e il dovere di preservare la pace difendendo le differenze, tutte le differenze”.

“Dico, come hanno fatto milioni di altri in tutto il pianeta, che non potremo mai cedere”, ha dichiarato Pervenche Berès (S&D, FR). Quando una calamità colpisce uno di noi, non lasceremo che nessuno ci divida. Siamo tutti Charlie, caduto senza che nessun dio l’abbia mai ordinato. Il nostro ideale è la democrazia. Difendiamola con uno speciale Premio Sakharov a Charlie Hebdo”, ha suggerito la deputata.

Helga Stevens (ECR, BE) ha dichiarato: “Non importa cosa accada, i nostri valori non cambieranno, perché crediamo nella libertà di espressione, di religione. Il dolore deve rafforzare la nostra determinazione a sfidare questi attacchi e deve farci stare uniti, perché solo se lavoriamo insieme prevarremo”.

“Non dimentichiamo che tra i tre poliziotti uccisi c’era una donna nera, un musulmano e un nativo francese”, ha detto Guy Verhofstadt (ALDE, BE). “Questo testimonia – continua il deputato – il fatto che le nostre società sono multiculturali e il nostro Stato di diritto dà opportunità a tutti. Eppure, da Madrid a Londra e a Parigi, oggi dobbiamo anche riconoscere un fallimento. Questi terroristi erano i nostri figli che sono nati qui, sono cresciuti qui e qui sono anche morti”.

“La Francia è in lutto ma resta ferma contro queste esecuzioni di giornalisti, poliziotti, cittadini, come un fronte unito, una barriera contro la barbarie”, ha dichiarato Patrick Le Hyaric (GUE/NGL, FR). “Dobbiamo discutere di come risolvere la dialettica fra sicurezza e pace: non si può sacrificare la sicurezza sull’altare della libertà, o la libertà sull’altare della sicurezza (…), non possiamo lasciare così tanti quartieri, tanti giovani e bambini abbandonati”, ha concluso il deputato.

Michèle Rivasi (Verdi/ALE, FR) ha detto: “I nostri pensieri vanno alle 17 vittime, artisti e giornalisti, poliziotti, ebrei cristiani, cristiani, atei e musulmani. La paura e l’odio non hanno vinto. Dobbiamo ancora vedere se non cadremo nelle trappole preparate da fanatici e demagoghi. Questa non è una guerra di civiltà. Un’altra trappola da evitare è vedere le nostre libertà pubbliche sepolte sotto un arsenale di sicurezza. Ricordate il Patriot Act? Non è possibile proteggere i diritti umani, negandoli, o proteggere la libertà riducendola. Diamo ai bambini europei più amore e meno odio”.

Nigel Farage (EFDD, UK) ha criticato i leader politici, in particolare per gli interventi militari in Medio Oriente. “Ciò che abbiamo fatto è suscitare un risentimento molto profondo all’interno della gran parte della comunità musulmana e ha avuto l’opposto dell’effetto desiderato. Infatti, abbiamo permesso ai predicatori di odio di andare in giro a dire cose totalmente inaccettabili. Il risultato di tutto ciò è una quinta colonna nei nostri paesi, del tutto contraria ai nostri valori”, ha concluso il deputato.

Marine Le Pen (NI, FR) ha dichiarato: “Il primo dovere verso le vittime è quello di mettere un nome su ciò che li ha uccisi. Non è il terrorismo che li ha uccisi. Il terrorismo è un mezzo per un fine. È il fondamentalismo islamico che li ha uccisi. Uccide in tutto il mondo, uccide migliaia di persone. Siamo sotto attacco perché i nostri valori sono odiati dai fondamentalisti. Dobbiamo affrontare questo attacco. (…) Dobbiamo anche essere critici verso noi stessi. L’Europa è in grado di proteggere noi, i popoli d’Europa, dalla minaccia del fondamentalismo islamico?”

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