Multinazionali ed evasione fiscale

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Tra le multinazionali si contano Amazon, Coca-Cola, IKEA e McDonald. I loro rappresentanti discuteranno le misure proposte dalla commissione speciale per rendere la tassazione delle imprese in Europa più eque e più trasparenti. (Ndr: il documento è al tavolo di lavoro dal 2013).

Dopo otto mesi di lavoro, il 26 ottobre, la commissione speciale sugli Affari fiscali ha adottato le proprie raccomandazioni: le multinazionali dovrebbero pagare le tasse nel paese in cui traggono i loro profitti. Inoltre, la concorrenza fiscale tra i paesi è dannosa, hanno dichiarato i deputati.

Anche se la commissione ha invitato le multinazionali a condividere le loro opinioni con i deputati fin dall’inizio del proprio lavoro, molti avevano rifiutato. Ma dopo un’ultima possibilità invita dal presidente della commissione Alain Lamassoure (PPE, Francia), la maggior parte ha riconsiderato la propria posizione.

“L’attuale sistema di norme fiscali per le multinazionali è inadatto e ingiusto. Alcune aziende sono sfavorite, mentre altre guadagnano nascondendosi dietro una serie di norme nazionali”, ha detto il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker alla riunione di settembre della commissione speciale, sottolineando che lotta alla frode e l’evasione fiscale è una delle priorità della Commissione.

Nel mese di ottobre, la Commissione ha indicato che i regimi fiscali offerti alla Fiat e a Starbucks dal Lussemburgo e dai Paesi Bassi, rispettivamente, costituivano degli aiuti di stato illegali. Il co-relatore per la commissione degli Accordi fiscali Elisa Ferreira (S&D, Portogallo) ha accolto con favore la decisione, ma ha avvertito: “Questi due casi provano che la concorrenza fiscale tra gli Stati per attirare le imprese e i profitti è la norma in Europa”.

Foto: Gli stati coinvolti nel processo di liberalizzazione dei mercati

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