Roaming: l’Europa delle liberalizzazioni, ma schiava delle lobbies

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“Eravamo stati facili profeti a diffidare dalle entusiastiche dichiarazioni degli euroburocrati quando, nel giugno scorso, veniva ratificata l’abolizione delle tariffe estere del roaming telefonico. Molti cittadini erano convinti di poter finalmente aver diritto a chiamate, traffico dati ed sms senza extra-costi in tutti gli stati membri della UE, ma non avevano fatto i conti con le repentine contromisure attuate dalle compagnie telefoniche, con il complice silenzio della Commisione Europea”. Con queste parole, in una nota stampa, si è espresso l’On. Mario Borghezio, Deputato Lega Nord al Parlamento Europeo.

“Abbiamo visto – continua scettico nella nota – una evidente e generalizzata rimodulazione delle tariffe da parte di tutti gli operatori senza interventi concreti da parte delle varie Authority della concorrenza e l´addebito dei canoni mensili di abbonamento ogni 28 giorni, anziché 30, così da inserire di fatto un mese in più da pagare ogni anno. Inoltre con la cosiddetta clausola del ‘fair use’ chi fa soggiorni lunghi all’estero é comunque disincentivato dall’uso della propria scheda nazionale”.

“Questo pastrocchio sul roaming telefonico – conclude Borghezio – é l’ennesima dimostrazione dell´ipocrisia di questa Unione Europea che blatera di liberalizzazioni, ma di fatto é schiava delle lobbies”, ha concluso con tono abbastanza polemico Borghezio, sollevando una interrogazione parlamentare alla Commissione Europea in merito al caso.

 

 

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