BERLATO. NO ALL’INDULTO SI AD UNA POLITICA DI CERTEZZA DELLA PENA

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Nel corso dell’annuale relazione sull’amministrazione della Giustizia, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri alla Camera  ha riferito che “il funzionamento del sistema giudiziario” continua a essere “in sofferenza” e che “il Parlamento ha la responsabilità di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d’Europa”.

Secondo il Deputato italiano al parlamento Europeo Sergio Berlato quando si entra nel delicato tema della giustizia e del sistema carcerario è centrale sottolineare anche alcune questioni di principio.

“E’ vero che su vari fronti stiamo assistendo ad una generale smobilitazione dello Stato, il che però non può giustificare provvedimenti di amnistia o di indulto che non solo rappresenterebbero un fallimento delle istituzioni ma risulterebbero inaccettabili prima di tutto per le vittime dei reati”.

“In questo modo – prosegue l’on. Berlato – si delegittima il già precario principio di certezza della pena di cui da troppo tempo si parla senza che ne siano seguiti i fatti”.

Per l’europarlamentare è palese l’esistenza di un problema di sovraffollamento, denunciato altresì dal consiglio d’Europa, ma “lo si può e lo si deve contrastare limitando l’uso della carcerazione preventiva, utilizzando le carceri già costruite e mai utilizzate, se necessario costruendo nuovi carceri e creando le condizioni per far scontare la pena ai detenuti stranieri nei Paesi d’origine” evitando quindi – conclude l’eurodeputato vicentino – “di regalare la libertà a dei delinquenti che, come accaduto nel recente passato, possono tornare a delinquere il giorno dopo dalla scarcerazione”.

 

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