ELEZIONI EUROPEE. INTERVISTA A WALTER FERRAZZA

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Walter Ferrazza, classe 1974 e candidato unico locale di Forza Italia alle prossime elezioni europee, salta agli onori della cronaca nel momento in cui, nonostante la presenza di esponenti del PATT in Parlamento, viene nominato Sottosegretario di Stato del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie.

Alle sue spalle una laurea in ingegneria all’Università di Trento; è stato amministratore della ECOLOG S.r.L., azienda attiva nei servizi di consulenza per progetti a basso impatto ambientale. Imprenditore e Sindaco di Bocenago dal 2010, decide nel 2012 di scendere in campo con i Moderati Italiani in Rivoluzione. Gli oppositori gli danno dell’ arrivista, Ferrazza ha sempre replicato affermando che tutti i suoi sforzi sono solo per Forza Italia, partito che lo vede protagonista per quanto riguarda i Club Forza Silvio in Trentino. Si considera un “pontiere” e nel futuro è sicuro un ruolo di primo piano all’interno del Partito fondato da Silvio Berlusconi.

Quale è la sua visione d’Europa?

Un’Europa dei popoli che rappresenti i sentimenti della Società con Istituzioni attente alle persone e ai loro diritti così da tutelare i territori, le tradizioni, le culture, ma soprattutto che attraverso risultati concreti possa in maniera credibile concorrere ad una crescita tangibile.

Si sente più trentino o europeo?

Mi sento un Trentino in Europa. Sono fortemente radicato alla mia Regione che credo possa concorrere, portando in Europa la nostra specificità, alla crescita dell’intera nazione. Sono un uomo di montagna abituato a pretendere risposte concrete con impegno, dedizione e lealtà, e attento però ad un percorso che non può  più prescindere da un’economia internazionale.

Pro o contro la moneta unica?

La questione non è solo se sono favorevole o contrario alla moneta unica, il cui processo di ritorno alla Lira produrrebbe tuttavia solo diseconomia, ma è la necessità di ottenere la modifica dei trattati e dei regolamenti sottoscritti permettendo in particolare per gli Enti Locali di poter tornare a far crescere il nostro Paese attraverso il finanziamento di investimenti.

 

Cosa portare dal Trentino in Europa?

Il Trentino è una Regione con una qualità della vita ancora molto alta. Esso è il risultato di uno sviluppo territoriale legato ad una profonda identità nei valori della propria terra, delle tradizioni e della cultura, con una governance vincente e una storia particolare. Il Trentino dovrà portare in Europa proprio la dimostrazione di come i sistemi territoriali omogenei con Istituzioni condivise possano fare la differenza per lo sviluppo economico.

Cosa porterebbe dell’Europa in Trentino?

Dall’Europa in Trentino dobbiamo portare i fondi Europei. Oggi spendiamo solo il 45,68% di tali risorse e vi è la necessità che la politica faccia da tramite con le Istituzioni regionali per un utilizzo completo di tali risorse da destinare particolarmente in Trentino in dotazioni infrastrutturali nella difesa e nella valorizzazione delle tradizioni, dell’ambiente, delle caratteristiche rurali del nostro territorio, nonché per permettere ai nostri giovani di avere le stesse possibilità di fare impresa che hanno i loro coetanei che vivono in Paesi meglio strutturati e che pagano meno le difficoltà orografiche dei territori.

 

Un problema del Trentino da risolvere in Europa?

L’isolamento del territorio dettato dalla particolarità di una morfologia montana dovrà essere contrastato utilizzando i fondi che l’Unione mette a disposizione per l’innovazione e le dotazioni infrastrutturali.

Che risultato si aspetta dalle prossime elezioni?

Faremo di tutto affinché il popolo dei moderati torni al voto scegliendo in forma democratica i propri rappresentanti in Europa. In appoggio al nostro leader Silvio Berlusconi faremo in modo di superare a livello nazionale il 24% dei consensi.

 

Il futuro del suo movimento politico?

Forza Italia è perfettamente indirizzata e concentrata su un progetto di medio-lungo termine attraverso il quale sarà in grado di concretizzare le necessità del popolo dei moderati italiani investendo in qualificata ed innovativa classe dirigente che ha tra le proprie qualità un’attenzione dei territori e una grande capacità di dare risposte agli stessi.

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