ELEZIONI EUROPEE. INTERVISTA AL CANDIDATO MANFRED DE ECCHER

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Manfred de Eccher, classe 1977, è il candidato scelto da Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Attualmente  è residente a Calavino. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo “Da Vinci” di Trento, pochi anni dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’università di Trento.

In famiglia sua si è sempre respirata aria di Destra; è figlio del Senatore del PdL Cristano de Eccher, storico esponente di Alleanza Nazionale in Trentino.

Militante di Azione Giovani e Alleanza Nazionale, è  dal 2007 responsabile provinciale del Dipartimento “Sicurezza” di Alleanza Nazionale.

Quale è la sua visione d’Europa?

Personalmente credo che Fratelli d’Italia debba  costruire, con le altre forze politiche di destra che in Europa vedono costantemente accrescere il loro consenso nei sondaggi, un modello alternativo di Europa, un’Europa delle Identità, fiera delle proprie radici comuni,  in grado di valorizzare le potenzialità delle singole Nazioni, solidale al suo interno ma in grado di difendere i propri interessi e la propria sovranità a livello internazionale.  Ovvero l’esatto opposto dell’Europa che ci hanno imposto.

Si sente più trentino o europeo?

Il Trentino è la mia casa, l’Italia è la mia Patria, l’Europa un sogno che i tecnocrati stanno trasformando in un incubo.

Pro o contro la moneta unica?

Contro. Chi si oppone a questa proposta la liquida definendola  “populista”, senza tuttavia portare reali  motivazioni, quando in realtà vi sono già sei  premi nobel per l’economia, e diversi affermati studiosi della moneta, che sostengono che l’unica salvezza per l’Europa sia la fine della moneta unica.

 

Possiamo a questo proposito citare Christofer Pissarides, premio Nobel nel 2010, il quale dichiara “via dall’euro al più presto, non sta facendo altro che dividere l’Europa portando molti paesi alla rovina”; possiamo citare James Mirrless, Nobel nel 1996, il quale afferma “L’Italia non dovrebbe stare nell’euro, dovrebbe uscirne adesso”, e ancora, Paul Krugmann, Nobel nel 2008 il quale ha definito l’euro una moneta “orribile” e i trattati di Mastricht “insensati” e via si potrebbero citare altri autorevoli pensatori. I dati economici parlano chiaro: dal 2002 ad oggi il PIL PRO CAPITE nell’eurozona è cresciuto solo del 2% mentre i Paesi fuori dall’euro sono cresciuti a ritmi di gran lunga maggiori.

 

Il problema base dell’euro è che per creare un sistema a cambi fissi con un’unica moneta occorre quella che gli economisti definiscono un “area valutaria ottimale”, cioè paesi con sistemi economici più o meno simili, condizione che attualmente in Europa non c’è. Lo squilibrio interno all’Europa dovuto all’assenza di un area valutaria ottimale  fa si che i Paesi con inflazione più bassa, ovvero la Germania, diventano maggiormente competitivi in quanto i prezzi delle loro merci crescono di meno mentre quelli con inflazione più alta, Italia Spagna e Grecia, ad esempio, vedono diminuire le esportazioni e aumentare le importazioni con conseguente depressione dei loro sistemi produttivi. Infatti il famoso surplus  commerciale  accumulato negli anni dalla Germania è per i due terzi dovuto da scambi nell’eurozona, in particolare con Italia, Spagna e Grecia. 

 

Mario Giordano a questo proposto dichiara che “l’eurozona è lo strumento che consente alla Germania di avere la botte piena (cioè l’euro forte) e la moglie ubriaca (cioè un elevato livello di esportazioni)”. Infatti nonostante Berlino perda quote di mercato in tutto il mondo  recupera aumentando le esportazioni verso i paesi dell’Unione europea. L’Italia invece si trova nella situazione opposta, mercato interno invaso da prodotti tedeschi e  difficoltà nelle esportazioni a causa di una moneta troppo forte.

Cosa portare dal Trentino in Europa?

Sicuramente non porterei le Comunità di Valle e un’Amministrazione di centro-sinistra che in questi anni ha soffocato le potenzialità del territorio e la meritocrazia in Trentino.

Cosa porterebbe dell’Europa in Trentino?

Porterei  Marine Le Pen ….

Un problema del Trentino da risolvere in Europa?

La tutela del “made in Italy”, e quindi anche delle produzioni trentine, credo debba essere una priorità in Europa per il nostro futuro economico.  Turismo e Agricoltura sono settori strategici per il nostro territorio, trovare le giuste forme di tutela e valorizzazione deve essere dunque una priorità per i nostri rappresentanti in Europa.

Che risultato si aspetta dalle prossime elezioni?

Lavoro e spero in un risultato positivo che consenta a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di dare rappresentanza alla destra italiana in Europa.

Il futuro del suo movimento politico?

Fratelli d’Italia – Alleanza Nazione si propone di raccogliere il patrimonio valoriale e progettuale della Destra Italiana per proiettarlo nel futuro e dare quindi una casa ai milioni di elettori  il cui cuore batte a destra e che ci chiedono di costruire un Partito meritocratico, radicato sul territorio e capace di esprimere una classe dirigente in grado ridare, con i propri comportamenti, fiducia nella Politica.

 

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