ELEZIONI EUROPEE. LE INDICAZIONI DI VOTO DI ALESSANDRO URZI’

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L’Alto Adige nel cuore non tradirà la sua natura di movimento territoriale. In vista del voto di domenica oggi è stato lanciato l’invito ad andare a votare per una forza che sia collocata nell’ambito dell’offerta politica del centrodestra non lasciando che altri decidano per noi. Ma  nessun invito a votare per questo o quel movimento o partito.

Il messaggio è stato lanciato da una delegazione dell’Alto Adige nel cuore, presente anche il consigliere provinciale  Alessandro Urzì, nel corso di una conferenza stampa volante che ha avuto luogo davanti al Consiglio provinciale di Bolzano.

Urzì ha ricordato come le varie anime che si sono coagulate intorno al progetto territoriale de L’Alto Adige nel cuore hanno manifestato nel corso delle assemblee svoltesi in seno al movimento una decisa volontà di partecipare alla consultazione elettorale ma con le varie sfumatura dettate dalla sensibilità di ogni singolo militante.

“E’ la forza del nostro movimento – ha spiegato Urzì – quella di essere riusciti a unire su base locali cittadini ed eletti con sensibilità diverse, creando il vero Polo degli Italiani del Centrodestra, un elemento di forza su  cui cominciare a lavorare in vista delle prossime elezioni comunali del 2015. Così chi si è unito a livello locale per avere più voce e dare forza e rappresentanza alla Comunità del Centrodestra italiano, alle europee voterà secondo coscienza, in piena libertà, secondo il proprio orientamento”.

“Rimane il rammarico  – si è riferito oggi – che non vi sia nemmeno un candidato altoatesino di lingua italiana proposto dai partiti nazionali di ogni schieramento. E d’altronde le norme avrebbero impedito a L’Alto Adige nel cuore la partecipazione a questa tornata elettorale a causa dei vincoli posti alle candidature delle liste locali che prevedono la necessità di presentare almeno 30 mila firme a sostegno della propria candidatura, di cui almeno tremila per ogni regione facente parte del collegio elettorale (quindi anche in Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia). La stessa normativa però – ha concluso polemicamente Urzì – permette il collegamento di lista tra  i partiti rappresentativi della sola minoranza linguistica tedesca dell’Alto Adige, ossia della Svp, con una forza politica nazionale come è stato fatto con il PD, riservando un seggio sicuro alla Stella Alpina. Ancora una volta il legislatore nazionale ha creato una eccezione per la Svp ma nessuna clausola di garanzia per la minoranza italiana dell’Alto Adige. Insomma una legge, non certamente l’unica, tagliata su misura per la Svp, a cui garantisce senza troppi affanni un seggio a Strasburgo.”

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