I Paesi dell’Est bloccano la strategia globalista dell’Unione Europea

Nel giorno del solstizio la luce europea arriva, inevitabilmente, da Est. Il gruppo di Visegrad, innanzitutto. In grado di sfidare gli euro cialtroni politicamente corretti. Ora l’Unione europea vorrebbe sanzionare la Polonia perché ha messo sotto attacco una magistratura ampiamente insoddisfacente. Però, per arrivare a punire Varsavia occorrerebbe l’unanimita’ e l’Ungheria ha già fatto sapere che si schiererà dalla parte della Polonia. Mentre la Bulgaria, che avrà la presidenza del consiglio dell’Unione europea, ha già annunciato che cercherà di favorire un riavvicinamento alla Russia, in pieno contrasto con quanto ha fatto Bruxelles sino ad ora.

Ma anche dall’Austria arrivano forti segnali di cambiamento, con una stretta nei confronti dell’invasione incontrollata. Sia chiaro, da nessun Paese arrivano richieste di uscita dall’Unione europea, perché si preferisce cambiare radicalmente la politica continentale nella consapevolezza che tutti insieme si può contare di più nello scenario mondiale. A patto, però, che gli euro cialtroni vengano mandati a casa e l’Ue possa mettersi a lavorare nell’interesse dei cittadini europei e non delle multinazionali, delle banche e dei loro politici di servizio. Vienna, in questo momento, è il simbolo della volontà di cambiamento. Destra e centro destra hanno stravinto le elezioni e hanno deciso di governare insieme.

Ma in piazza sono scesi i globalisti pro invasione, protestando contro il risultato delle urne. Loro, i globalisti, hanno una curiosa idea della democrazia e considerano antidemocratico e fasssista qualsiasi risultato contrario a quanto voluto. Non importa se le destre ottengono una maggioranza schiacciante ed i globalisti vengono spazzati via dal voto popolare. Loro scendono in piazza lo stesso per manifestare contro i fassisti e contro il popolo che ha votato. Tanto ci saranno sempre dei giornalisti di servizio che, in Italia, racconteranno la bugia del popolo austriaco contrario al nuovo governo. A Vienna, però, non vedono Rai e Tg5 ed il governo blu-nero resta saldo alla guida dell’Austria.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".