Anche la Polonia sfida l’Europa

“Questi signori della Commissione europea sono scollegati dalla realtà”. L’attacco contro gli euro cialtroni arriva, questa volta, dal ministro degli Interni della Polonia. Ma si tratta di un’analisi condivisa ormai da tutti coloro che rifiutano di essere sudditi, in attesa di trasformarsi in schiavi. Una minoranza, indubbiamente, perché le pecore sono sempre più numerose rispetto ai pastori. La voglia di libertà, però, sta crescendo. Come si è visto in Austria dove solo il voto per posta, di chi in Austria non vive, ha permesso alla coalizione che tutela il sistema di potere e di oppressione di vincere per un pugno di consensi. L’Italia, ma non è una novità, resta ultima e sola nel desiderio di libertà. Questo è il Paese del “Franza o Spagna purché se magna”, questo è il Paese che aspetta sempre i “liberatori” perché è profondamente servile e non ha la benché minima voglia di essere libero. Questo è il Paese dove i quotidiani di dis informazione si eccitano di fronte ai giudizi ipocritamente positivi del Fondo monetario che, però, pretende di penalizzare ulteriormente i pensionati italiani. Gli austriaci, quelli che vivono nel Paese e non pontificano da fuori, si sono invece stancati di sentirsi fare la morale dagli euro cialtroni e dal bugiardissimo italiano. Si sono stancati delle prediche di monsu Bergoglio a proposito del dovere di accoglienza e di inserimento delle legioni di allogeni quando in Austria i disoccupati sono centinaia di migliaia. E se la coalizione di servizio è riuscita a vincere per un soffio alle presidenziali, difficilmente potrà imporsi alle elezioni politiche, quando le differenze tra i servi torneranno ad emergere. Le destre austriache avranno nuove occasioni, per la semplice ragione che hanno ragione. Ed hanno le capacità per dimostrarlo. Hanno le competenze per governare, a livello locale ed a livello nazionale. Forse le destre italiane, invece di plaudire o di intristirsi per il risultato austriaco, dovrebbero limitarsi a studiarlo e ad imparare. Ma per le destre italiane “studiare” e’ una parola sconosciuta

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".