Giovani musulmani in Germania applicano teorie razziali e fondamentaliste

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Nelle scuole in Germania trovano spazio tra i giovani musulmani le teorie dello Stato Islamico (Isis). A parlarne la stampa italiana e straniera che spiega come bambini di 7 e 8 anni, figli di musulmani, dividano il mondo in credenti e miscredenti, arrivando persino agli insulti antisemiti nei confronti di una bambina, una loro compagna di classe, “colpevole” di essere figlia di un ebreo, anche se non praticante. Responsabili sono alcuni bambini musulmani della scuola berlinese Paul Simmel, in una vicenda che sta scuotendo l’opinione pubblica tedesca.

Secondo quanto riporta La Stampa non si tratta di un fenomeno nuovo: il quotidiano torinese riporta l’intervista a un quotidiano tedesco dell’insegnante di una scuola elementare nel quartiere berlinese di Neukölln, dove quasi tre quarti degli studenti sono figli di immigrati: “Non sanno ancora leggere e scrivere, ma già dividono il loro piccolo mondo in due categorie: credenti e miscredenti, musulmani e non-musulmani. I bambini sono sempre più spesso soggetti al fanatismo religioso dei loro genitori, fratelli maggiori o parenti più stretti”.

Tanto che, secondo il quotidiano Der Tagesspiegel, sempre nella scuola berlinese, nel gruppo WhatsApp degli studenti, è circolato un video dell’Isis che mostra la decapitazione di un “miscredente”. E dopo la denuncia del preside, che ha riferito anche dell’aggressione alla bimba di seconda elementare ed è arrivato a proporre l’utilizzo di servizi di sorveglianza privati nelle aule, si sono attivati l’ispettorato scolastico e la polizia.

Per La Stampa, comunque, non si tratta di fenomeni nuovi: secondo le statistiche del ministero dell’Interno già da anni si registra un aumento dei reati di stampo antisemita: solo i casi denunciati sono 1.200 nel 2015, 1.400 nel 2016 e oltre 1.500 lo scorso anno.

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