Immigrati. Porti chiusi, aeroporti aperti: come la Merkel scarica il problema sull’Italia (alla faccia dell’ONU)

Giorgia Meloni è intervenuta duramente, dopo l’inchiesta di Repubblica, sul caso dei migranti “sedati e addormentati” a forza dai tedeschi e rispediti in Italia su aerei colmi fino all’esaurimento posti (alla faccia dei rapporti ONU sul mancato rispetto dei diritti umani nella contesa sui “porti chiusi” recriminati all’Italia. L’ultimo con il caso della ong tedesca Sea Watch 3, su cui dagospia e Libero avrebbero avanzato un’inchiesta giornalistica sulle cifre da capogiro degli stipendi dei suoi “volontari”).

“La Germania – ha tuonato la leader di FdI – aumenta i rimpatri degli immigrati clandestini. Come? Li sedano, li ammanettano e li spediscono in Italia. Ecco la strategia dell’idolo degli europeisti Angela Merkel: scaricare il problema sicurezza e immigrazione della Germania sulla nostra Nazione. Questa volta Onu, Unione Europea e associazioni varie non hanno nulla da dire sui diritti dei migranti? Tutto questo mentre una Ong tedesca, la Sea Watch, continua a traghettare immigrati in Italia. Il Governo si faccia rispettare in Europa! La soluzione è non far arrivare i clandestini in Italia con un blocco navale europeo, cosa aspetta l’Italia a chiederlo? E cosa aspetta il Governo a istituire i centri sorvegliati per clandestini, come quelli già istituiti nella civilissima Germania? Basta perdere tempo!”.

Così il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in un post su Fb, commentando l’inchiesta del giornalista Mastrobuoni su dati che, di fatto, fanno apparire il “duro e severo” Salvini un agnellino in confronto.

“In sei mesi la Germania – racconta Mastrobuoni nella sua inchiesta – ha mandato in Italia quasi 1.200 profughi via aereo. Trasferimenti che avvengono a ritmo regolare: sono stati 1.114 solo tra novembre e marzo”. E non finisce qua. In un successivo articolo, sempre di Repubblica, questa volta della giornalista Alessandra Ziniti, “i 1200 che la Germania ci ha già rimandato indietro negli ultimi mesi sono solo l’avanguardia di un piccolo esercito di migranti che sta per rientrare in Italia”. Legittimamente, visto che lo consente quel regolamento di Dublino che da anni tiene in scacco l’Italia come paese di primo approdo. Ma di quanti migranti si sta parlando? Secondo la giornalista, “sono già 40.000 le richieste di ritorno per i cosiddetti ‘dublinanti’ inviate nel 2019“.

Insomma, sembrerebbe che di migranti, nel nostro Paese, ne arrivino più dall’Europa che da tutto il continente Africano.

L’inchiesta, come riportato da altri media, fa emergere poi anche le accuse nei confronti dei metodi utilizzati da Berlino nei confronti dei migranti. “Legati e sedati. Chi si oppone al trasferimento dopo un po’ è seduto in aereo addormentato”, dicono diversi testimoni.

Un’inchiesta da brividi, che fa emergere come alcuni Stati (in questo caso quello tedesco a guida Merkel) in nome dell’accordo di Dublino sembrino fregarsene dei richiedenti che chiedono asilo in altri Paesi, rispedendo in Italia “immigrati entrati clandestinamente in Germania, ma giunti in Italia come paese di primo approdo”.

Chissà cos’avranno da ridire al netto di tutto ciò gli osservatori dell’ONU. La curiosità è tanta, così come il ribrezzo.

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Informazioni su Giuseppe Papalia 171 Articoli
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna dal gennaio 2018, è caporedattore della testata giornalistica Secolo Trentino dove si occupa di politica e società. Ha svolto un periodo di stage presso il quotidiano "L'Arena" di Verona all'interno della redazione sport e cultura e collaborato con alcune testate locali. E' laureato in comunicazione con una tesi in sociologia della comunicazione, dal titolo: "la comunicazione nell'era dello storytelling management: la narratologia nei media come strumento di controllo di massa". E' Dottore magistrale in Editoria e Giornalismo, con curriculum in Relazioni Pubbliche e gestione dell'immagine e ha svolto una tesi in storia delle dottrine politiche con il politologo e professore Leonida Tedoldi, dal titolo: “comunicazione, politica e società nell’attività intellettuale di Pier Paolo Pasolini”. Dal 19 agosto al 19 novembre sarà impegnato in uno stage al Parlamento Europeo a Bruxelles come corrispondente giornalistico dalla capitale europea, dove si occuperà di produzione news, lanci d'agenzia, articoli, post Internet su argomenti di attualità e produzione ed editing di materiale audiovisivo come interviste, servizi e video vari. Oltre alla copertura di conferenze ed eventi vari organizzati dalle istituzioni europee.