La flotta sottomarina tedesca, storicamente rispettata e temuta, sta affrontando un difficile periodo, in quanto tutte le sue unità, della classe U 212A, non sono operative a causa di manutenzioni programmate o spiacevoli incidenti. I precedenti forti tagli alla difesa da parte del Governo di Berlino sono in parte una causa di questa situazione disastrosa. Infatti, gli ulteriori fondi, richiesti in emergenza, ottenuti dal ministro Van der Leyen hanno sortito effetto irrilevante sul livello dell’efficienza  generale del parco mezzi del difesa tedesca.

La crisi operativa è avvenuta con l’incidente occorso al sommergibile U 35, il quale ha riportato alcuni danni al sistema timoniero durante un’operazione di immersione ed è stato trainato nel cantiere navale della ThyssenKrupp Marine Systems a Kiel. Il fatto è accaduto esattamente qualche giorno prima della partenza di questa unità sottomarina per un’importante esercitazione nello stretto dello Skaggerak assieme alle marine militari dei  paesi scandinavi. Le rimanenti cinque unità nell’arco del prossimo trimestre le unità U 31 e U 33 dovrebbero completare il ciclo manutentivo, mentre per quanto riguarda l’U 36 bisognerà attendere l’estate per rivederlo solcare il Baltico. Mentre per la strutturale mancanza di fondi gli U 212A, U 32 e U 34 sono fuori servizio in attesa di manutenzione.

Questo modello di unità sottomarina rappresenta lo stato dell’arte della industria europea, nato da una necessità da parte delle marine militari di Italia e Germania,  e possiede tutte le più avanzate tecnologie e tecniche: ad esempio per essere estremamente silenzioso possiede uno scafo amagnetico oltre al sistema AIP (Air-independent propulsion) che permette di operare senza dover riemergere, esponendosi a dei rischi, per ottenere l’ossigeno atmosferico. Inoltre può trasportare un notevole ed avanzato arsenale offensivo. In virtù di queste considerazioni queste unità, oltre a prestare servizio in Italia e Germania, sono state scelte da Norvegia ed Israele, quest’ultimo con una versione completamente rivisitata sulla base delle esigenze locali.

Stefano Peverati