La sovranità appartiene ai mercati e a Bruxelles

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Il problema sono le infiltrazioni dei fantomatici hacker russi e non, invece, le pressioni sul nostro Paese di Bruxelles e di Berlino. E dei mercati. Ieri sera il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il suo veto definitivo sulla proposta di Paolo Savona come probabile Ministro dell’Economia, da parte del Premier incaricato Giuseppe Conte, perché rappresenta una visione critica dell’Unione Europea e della moneta unica; che non piace agli investitori sia italiani sia stranieri. Nell’agire per il bene degli italiani, il Capo di Stato si è lasciato quindi condizionare da pressioni esterne per le sue scelte.

Un fatto, questo, che è gravissimo: chi dovrebbe essere il garante integerrimo della Costituzione si lascia suggestionare dalle fluttuazioni di mercato dei titoli di Stato, dallo spread e dal debito pubblico. Così come dai cenni di capo di Bruxelles e di Berlino. Il placet, il nulla osta per i Ministri passa, a questo punto, esplicitamente da loro. E meno male che il problema per le democrazie occidentali sono gli hacker russi, che avrebbero influenzato le ultime elezioni statunitensi e il referendum per la Brexit.

Ma a queste voci di corridoio sono mai seguite delle prove concrete e tangibili che dimostrano dell’effettiva influenza alle diverse tornate elettorali? È una domanda piuttosto retorica. La questione si fa più intrigante, forse buffa e a tratti grottesca, quando si ammette candidamente che il bene dello Stato è indicato solo dal Dio Mercato e dalla Sacra Madre Europa: è necessario un governo che faccia i loro interessi; troppo mainstream e tradizionale approvare un esecutivo nato dopo lunghe ed estenuanti trattative per giungere ad un accordo che rispetti almeno per larga parte le aspettative degli elettori, che brandendo la scheda elettorale si sono recati al seggio lo scorso 4 marzo per scegliere la propria rappresentanza parlamentare.

Mettiamo però le mani avanti: l’Inquilino del Quirinale può porre il veto sia sul nome Mdel Primo ministro sia sui Ministri da questi proposti. E’ una prerogativa sancita dalla Carta. E diversi casi negli scorsi anni ci sono stati. Ma se quelli erano legittimi, dati i diversi conflitti di interesse che intercorrevano, qui si rincorre in un veto di natura prettamente politica e ideologica. Inammissibile da parte di una carica che dovrebbe essere super partes e rispettoso della volontà del popolo.

D’altronde, la sovranità appartiene a quest’ultimo. Oppure, secondo il Presidente, è dei mercati e di Claude Juncker o di Frau Merkel? A meno che questi elementi da soli non costituiscano da ora l’intero popolo italiano, la vediamo dura. Molto dura. Ma forse, è la valutazione di chi scrive ad essere sbagliata: il vero pericolo sono i Mr. Robot di Mosca, e non i colletti bianchi delle istituzioni europee e delle agenzie di rating; loro sono i filosofi cui Platone auspicava per la sua città ideale nel Repubblica. Perché non ce ne siamo accorti prima? Evviva l’europeismo! Evviva il mercato libero! Evviva la politica schiava dell’economia!

Alessandro Soldà