Ora è Roma a dettare la politica europea a Berlino

“Mi ha chiamato Angela Merkel, la bozza UE sui migranti sarà accantonata”, le parole pronunciate da Giuseppe Conte da Roma hanno in queste ore causato un terremoto politico, portando alla luce una Germania mai così debole. Era dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che il Paese tedesco non si trovava in una situazione di tale imbarazzo, una situazione in cui Angela Merkel si ritrova a rendicontare al Premier italiano quanto eventualmente fatto o meno. I problemi della Cancelliera tedesca sono sorti a seguito della pesante instabilità politica del voto tedesco dello scorso autunno, voto che ha garantito la ribalta del partito AfD, non a caso nello stesso gruppo parlamentare del M5S, che ha minato la sicurezza della donna che per circa dieci anni ha guidato l’Europa.

L’Italia è così “isolata” che la Germania non osa fare un passo senza prima avere la sua approvazione. La politica dei “due forni” di Di Maio sta così dando i suoi frutti. Il gioco prende spunto dalla politica di Trump negli Stati Uniti: si attacca pesantemente, e questa è la specialità di Salvini, per poi trattare a proprio vantaggio. L’atlantismo del M5S e della Lega sta dando infatti i suoi frutti in un momento storico in cui l’Europa dovrebbe essere coesa in contrasto con le altre superpotenze mondiali. Ma l’avidità da parte di alcuni Paesi nei confronti degli altri hanno indebolito quel forte asse che si poteva creare a livello europeo; per esempio vittime illustri sono state la Grecia e l’Italia.

Quella Germania e quell’Angela così tanto forti un tempo ora devono temporeggiare di fronte alle sempre più alte richieste degli italiani, richieste per ora minime, e questa debolezza non passerà inosservata da parte degli altri partner europei.